
Rachel Corrie, giovane attivista e pacifista statunitense, è diventata un simbolo dell’impegno per i diritti umani e la giustizia sociale. Durante una protesta contro le demolizioni delle case palestinesi nella Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano, Rachel fu travolta e uccisa da un bulldozer militare: aveva soltanto 23 anni.
“Non resterò in silenzio – Storia di Rachel, uccisa in Palestina” è lo spettacolo che, in occasione della Festa della Donna, è andato in scena ieri sera al Teatro Comunale di Antella. La regia è di Antonio Ligas, con scenografia e costumi di Francesca Marasà e luci di Michelangelo Vitullo.

Sul palcoscenico, sola in scena, Maria Laura Caselli dà voce e volto a Rachel. Un monologo di circa un’ora che non si concentra sul fatto di cronaca – evocato solo nel finale – ma ricostruisce progressivamente la personalità della giovane attivista: i sogni, le illusioni, le convinzioni, le arrabbiature e le riflessioni di una ragazza americana. Emergono anche il rapporto complesso con i genitori, fatto di contrasti ma anche di profondo affetto, e la visione idealista, quasi missionaria, del suo impegno per i diritti civili.
Progressivamente, nella mente dello spettatore, la figura di Rachel prende forma come in un puzzle onirico. Allo stesso modo, sul palcoscenico vengono via via spostati grandi cubi che, alla fine, compongono un’altra immagine: quella della distruzione di Gaza.

La Caselli affronta con sicurezza un monologo che attraversa momenti di intima introspezione e di vibrante indignazione, in un crescendo emotivo fino al tragico epilogo. Un’interpretazione di grande intensità, salutata dagli applausi convinti del pubblico che ha riempito il teatro (posti esauriti).
Si replica venerdì prossimo, 13 marzo, ore 21. Prenotazioni al 3318538374.

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