
Una tecnica nuova, moderna, di cui anche la Asl Toscana centro si è dotata nei suoi tre ospedali di Santa Maria Annunziata, Santa Maria Nuova e San Giuseppe di Empoli. È la metodica dell’elettroporazione, definita “ablazione a campo pulsato” o più semplicemente “PFA” (Pulsed Field Ablation), la tecnica di più recente introduzione nell’ambito del trattamento della fibrillazione atriale, la più frequente aritmia cardiaca nei paesi occidentali. I primi interventi in Azienda sono stati eseguiti con successo presso le cardiologie di Santa Maria Annunziata e Santa Maria Nuova.
“La procedura si basa sull’applicazione di brevi impulsi di corrente elettrica che determinano un’ablazione non termica, riducendo il coinvolgimento delle strutture adiacenti più delicate come esofago, nervi e coronarie, contenendo il rischio di complicanze e riducendo significativamente i tempi di intervento (mediamente 50 minuti contro circa 2 ore)” spiega il dottor Andrea Giomi, responsabile della Sos di Elettrofisiologia afferente alla Soc Cardiologia Firenze 1 dell’ospedale Santa Maria Nuova, diretta da Massimo Milli, dove da gennaio sono già stati trattati sei pazienti con ottimi risultati.
Oltre ai vantaggi in termini di sicurezza dell’intervento, questa nuova tecnica può pertanto avere ricadute positive dal punto di vista organizzativo, rendendo più veloce l’intervento, più precoce la dimissione e consentendo quindi un più rapido smaltimento delle liste di attesa, che per questa aritmia stanno significativamente crescendo.
“Siamo particolarmente soddisfatti di aver portato a termine questo processo di acquisizione, che permetterà a tutta la Asl Toscana centro di offrire ai pazienti un trattamento ancora più efficace, sicuro e innovativo – dichiara il direttore del Dipartimento delle Specialistiche Mediche, Pasquale Palumbo – L’introduzione dell’elettroporazione si inserisce in un più ampio percorso di sviluppo tecnologico e di costante aggiornamento professionale del nostro personale, confermando il nostro impegno nella ricerca, nell’innovazione e nella centralità del paziente”.
I numeri della fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale rappresenta la più frequente aritmia cardiaca nella popolazione adulta e il suo peso epidemiologico è destinato a crescere in modo marcato nei prossimi decenni, con una proiezione di incidenza nel 2050, solo in Italia, di 2,5 milioni di persone. Il suo impatto sul Servizio Sanitario è rilevante, non solo per i costi diretti legati a farmaci, ricoveri e procedure, ma anche per quelli indiretti associati alle principali complicanze: scompenso cardiaco, ictus ischemico e declino cognitivo, condizioni che la fibrillazione atriale favorisce in misura significativa. La letteratura scientifica esprime in modo chiaro che quanto più è precoce il trattamento della fibrillazione atriale tanto più è concreta la possibilità di arginare l’evoluzione e le complicanze legate a questa aritmia.

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