
“In queste ore siamo stati letteralmente sommersi da un’ondata di solidarietà verso le nostre scuole, dopo la vicenda della mozione che avrebbe voluto schedarle ed etichettarle. In tantissimi ci state chiedendo di poter partecipare al Consiglio comunale di martedì 24, quando la mozione sarà discussa. Purtroppo la nostra sala consiliare è di dimensioni ridotte e non può accogliere un numero elevato di persone. Per motivi di sicurezza e per evitare assembramenti, vi chiedo di seguire il Consiglio comunale online. Parallelamente, dalla volontà spontanea di studenti, insegnanti, sindacati, associazioni e liberi cittadini, è nato un presidio che si terrà lunedì 23 febbraio alle ore 17 in Piazza della Pace, a Bagno a Ripoli. Non contro qualcuno, ma per affermare con forza il valore di una scuola libera, democratica e antifascista”. Con queste parole, affidate ai propri canali social, il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti interviene oggi sulla mozione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia per identificare l’orientamento politico insegnato nelle scuole del territorio (vedi articolo).
Il fermento nel mondo scolastico locale è palpabile e vede un fronte compatto tra istituzioni, genitori e associazioni. L’Istituto Comprensivo Antonino Caponnetto ha aderito ufficialmente al comunicato diffuso dalla comunità educante del Gobetti-Volta. Nel documento si afferma che la scuola non può sottrarsi al confronto con la Storia e la realtà, avendo come scopi primari lo sviluppo del pensiero critico, l’inclusività e l’educazione alla cittadinanza attiva. Viene ribadito con fermezza che l’insegnamento è libero, come sancito dall’Articolo 33 della Costituzione, e che ogni scuola italiana è, per sua stessa natura, antifascista.
A sostegno di questa visione si è schierato anche il Comitato dei Genitori dell’Istituto Caponnetto, che in una nota ha espresso pieno sostegno alla scuola e alle istituzioni che ne condividono la missione. Per i genitori, “la scuola deve restare un luogo privo di etichette e indirizzi politici, impermeabile a qualsiasi tentativo di strumentalizzazione”. È definita come “lo spazio del pluralismo e del rispetto, fondamento della convivenza democratica del nostro Paese”.
Anche Legambiente, che da anni collabora con i vari plessi per diffondere la cultura della tutela ambientale, ha respinto le accuse di indottrinamento, confermando la stima verso docenti che svolgono con impegno il compito assegnato loro dai valori di pace e giustizia sociale.
“La mozione che rappresentata un tentativo di schedatura dichiarata: una ‘etichettatura’ diretta delle istituzioni scolastiche del territorio di Bagno a Ripoli – afferma Camilla Insom, segretaria generale Cisl Scuola Firenze – Prato -. Goffo il tentativo, solo dopo le polemiche nate dal dibattito che ne è seguito, di ricondurre il tutto a semplice provocazione”.

Il caso “scuole schedate” a Piazzapulita, Formigli: “Consiglieri imbecilli” (video)