
“Questa è l’unica foto che abbiamo di lei. Non ci sono altre foto. E’ l’unica prova della sua esistenza. Tutto si è perso tranne questa foto che è del suo libretto universitario”: così Roberto casini presentava nel maggio scorso il suo libero su Rossella Casini “L’amore mio non muore”. E invece un’altra foto esiste e la lega all’Antella. Ma procediamo con ordine.

La storia di Rossella Casini è una di quelle che sembrano sfuggire al tempo e alla memoria collettiva, sospese tra realtà e silenzio.
Rossella era una giovane donna fiorentina, studentessa universitaria, cresciuta in un contesto normale, lontano anni luce dalle dinamiche della criminalità organizzata. La sua vita cambia quando si innamora di un ragazzo calabrese legato a una famiglia della ’ndrangheta. Un amore che la porta a entrare, inconsapevolmente all’inizio, in un mondo chiuso, violento, governato da regole non scritte e senza possibilità di uscita.
Nel tentativo di aiutare il compagno a sottrarsi a quel contesto, Rossella compie una scelta coraggiosa: si espone, parla, cerca una via diversa. Ma proprio questo gesto la rende vulnerabile. Nel 1981, durante un soggiorno in Calabria, sparisce nel nulla. Non verrà mai più ritrovata.

La sua scomparsa è da subito avvolta da ombre pesanti. Si parla di un omicidio maturato all’interno delle logiche mafiose, di una “colpa” imperdonabile: aver provato a spezzare un equilibrio fondato sulla paura. Eppure, nonostante indagini e processi, la verità completa non è mai emersa fino in fondo.
A rendere ancora più struggente la sua storia è il fatto che Rossella Casini non abbia lasciato dietro di sé quasi alcuna traccia visiva. Una sola fotografia, in bianco e nero, la ritrae: uno sguardo giovane, sereno, inconsapevole di ciò che accadrà. Un’unica immagine, si credeva, ma così non è.

Nel cimitero monumentale della Misericordia di Antella sono sepolti i genitori di Rossella: la mamma Clara Stefanelli, morta nel 1988, e il babbo Loredano Casini, scomparso nel 2001. La lapide si trova nella parte nuova del cimitero, corridoio dedicato alle vergini e martiri, cappella Santa Monica vedova. Ebbene, sotto alle foto e ai nomi dei genitori compare una scritta e una foto: “In ricordo di Rossella Casini scomparsa nel 1981” con accanto un’immagine in bianco e nero che ritrae Rossella in un’espressione malinconica mentre tiene in braccio un cucciolo di cane. Una foto tenera, di famiglia, assai diversa da quella del libretto universitario che, fino ad oggi, si credeva fosse l’unica esistente.

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