
Il “Viola parking”, area di sosta da circa 500 posti realizzato accanto al Viola Park, non è in regola. Il Consiglio di Stato ha infatti confermato l’annullamento della delibera del Consiglio comunale che autorizzava l’uso temporaneo dell’area come parcheggio per le auto di chi si reca al centro sportivo della Fiorentina.
La sentenza arriva al termine del ricorso presentato da alcuni residenti della zona, che avevano impugnato la decisione del Comune davanti al Tar Toscana. Il Tribunale amministrativo aveva dato loro ragione nel novembre 2024 e ora anche il Consiglio di Stato, pur correggendo in parte le motivazioni, ha sostanzialmente confermato l’esito della vicenda.
Il Comune di Bagno a Ripoli e la società Acf Fiorentina avevano presentato appello sostenendo la legittimità dell’intervento. Secondo le loro tesi, il parcheggio temporaneo rientrava nel processo complessivo di riqualificazione dell’area legato alla realizzazione del Viola Park e alla futura tramvia, e avrebbe contribuito a migliorare la viabilità e la fruizione del centro sportivo.
I giudici di secondo grado hanno in parte accolto queste argomentazioni. In particolare hanno ritenuto che l’uso temporaneo dell’area, anche se collocata in una zona periurbana, non fosse di per sé incompatibile con la normativa e potesse inserirsi in un contesto più ampio di riqualificazione della zona.
Tuttavia la sentenza ha individuato altri elementi che rendono illegittima la delibera comunale.
Il primo riguarda la mancanza di una motivazione adeguata sulla compatibilità dell’intervento con il Piano strutturale del Comune, che tutela in modo particolare le aree agricole vicine al territorio urbanizzato e punta a limitare il consumo di nuovo suolo. Secondo i giudici, il Comune avrebbe dovuto spiegare in modo più preciso perché il parcheggio temporaneo non fosse in contrasto con queste prescrizioni.
Il secondo punto riguarda la durata dell’utilizzo. La delibera collegava la fine del parcheggio alla messa in esercizio della tramvia, senza indicare una data certa. Per il Consiglio di Stato questo non è sufficiente: l’uso temporaneo deve avere un termine chiaramente determinato, mentre un evento futuro incerto non garantisce la necessaria transitorietà.
Per questi motivi il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere solo parzialmente gli appelli del Comune e della Fiorentina, ma allo stesso tempo ha confermato l’annullamento della delibera impugnata.
La sentenza non pare preoccupare il sindaco Pignotti che sta già correndo ai ripari: “La sentenza annulla completamente il precedente pronunciamento del Tar riconoscendo nella sostanza l’interesse pubblico dell’intervento. Il Consiglio di Stato rileva allo stesso tempo due aspetti di carattere formale su cui siamo già al lavoro. Da un lato rileva come nella delibera l’uso temporaneo dell’area destinata al Viola parking dovesse avere un termine temporale ben definito, non fatto coincidere genericamente con l’entrata in esercizio della linea 3.2.1 della tramvia. Dall’altro ritiene non sufficientemente motivata la coerenza del provvedimento con il Piano strutturale. Due aspetti di carattere formale che saranno ben esplicitati e puntualizzati in una nuova delibera che il Comune sta già predisponendo, da presentare al Consiglio comunale nella prossima seduta, prevista per fine mese”.

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Ed ora chi paga le spese a carico del Comune, che ha voluto ad ogni costo il ricorso al Consiglio di Stato, quando già il Tar si era pronunciato in modo ragionevole e chiaro? Noi cittadini?
Davvero imbarazzante un sindaco che vuol essere sopra il Consiglio di Stato. Invocherà le toghe rosse o quelle bianconere?
Da tempo molti cittadini si chiedono se tutti possono affermare ci sia un interesse pubblico quando si tratta chiaramente di un interesse di un privato.
Speriamo ora si acconci a difensore dei diritti di tutti