
“Non so se sarò d’accordo col mio gruppo al quale non ho anticipato la mia posizione, ma sono nettamente contraria al disegno di legge Bongiorno che vuole riformare le norme sulla violenza sessuale introducendo il concetto del ‘dissenso’ anziché del ‘consenso'”. Ha iniziato così il suo intervento in consiglio comunale Serena Giannini, di Fratelli d’Italia, nel dibattito sulla mozione presentata dai gruppi Pd e Bagno a Ripoli Futura dal titolo: “Solo Sì è Sì. Centralità del consenso nella disciplina della violenza sessuale. No al Ddl Bongiorno”.
Quella dell’avvocata Giannini è stata una vera e propria arringa appassionata che ha smontato pezzo per pezzo sotto il profilo giuridico il ddl Bongiorno, mettendo in evidenza le contraddizioni e i rischi che comporterebbe per l’accertamento di violenza sessuale e anche per i processi in atto. “Quello che mi fa più male – ha detto Giannini – è che questa proposta venga da Giulia Bongiorno, lei che ha ascoltato tanti racconti di donne violentate”. Ed entrando nel merito del testo: “Il disegno di legge introduce la valutazione da parte del giudice se l’aggressore si rendeva conto che la vittima esprimeva un valido dissenso. E’ un’aberrazione, non si può sentire”. In conclusione: “Io sento una responsabilità come donna e come avvocato: voterò a favore della mozione”.
Dopo questa dichiarazione il capogruppo di FdI, Michele Barbarossa, ha spiegato di aver lasciato liberi i consiglieri del suo partito di esprimersi in piena autonomia, ma di non ritenere il tema da consiglio comunale: “Moralmente sono con voi, tuttavia questo argomento va trattato in parlamento, non a Bagno a Ripoli. Per questo uscirò dall’aula e non parteciperò al voto”.
La mozione è stata approvata all’unanimità. Oltre al voto di Pd e Bagno a Ripoli Futura, che l’avevano presentata, hanno votato a favore Cittadinanza attiva, Bagno a Ripoli al Centro, la consigliera di FdI Giannini e anche l’altro suo compagno di partito Fabio Venturi.

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