Un acceso confronto sullo sviluppo urbanistico di Firenze tra il senatore e critico letterario Isidoro del Lungo, l’architetto Luigi Del Moro, la nobildonna e animatrice di salotti Fanny Ronchivecchi Tozzetti ed Enrico Poggi, fratello dell’artefice della Firenze Capitale. Poi il dialogo tra l’ingegnere e architetto ottocentesco Giacomo Roster e il nostro quasi contemporaneo Adolfo Natalini, sul ruolo culturale e sociale dell’architettura.
A seguire, Romeo Menti – tra i protagonisti del Grande Torino – rievoca l’ultima partita a Lisbona prima della tragedia di Superga, conversando con un tifoso. Non manca un battibecco familiare, né il ricordo dell’alluvione che colpì l’Antella, con le bare che galleggiavano nell’Isone. Infine, uno struggente colloquio tra un aspirante poeta e l’artista Galileo Chini.
È il canovaccio di un appassionante talk show senza tempo andato in scena ieri sera, lunedì 30 marzo, a cura della Compagnia delle Seggiole, sotto il “cappellone” del Cimitero monumentale della Misericordia di Antella. Un luogo nato per accogliere i defunti che, per una sera, si è animato di presenze e memorie: tutte qui custodite.
Un palcoscenico suggestivo per una rappresentazione delicata e coinvolgente, capace di trasportare il pubblico in una dimensione sospesa tra storia e immaginazione. Tanto da far venire (quasi) voglia di parteciparvi… Ma – forse – è meglio attendere ancora un po’.
Lo spettacolo è stato allestito nell’ambito delle celebrazioni per i 170 anni dalla fondazione del cimitero, voluto dal pievano Giuseppe Scappini, al quale ha dato voce, con grande intensità, Fabio Baronti. In scena anche Davide Diamanti, Silvia Vettori, Ruggero Albisani e Neri Batisti, interpreti dei personaggi protagonisti dello storytelling liberamente tratto dal libro di Franco Mariani, scomparso nel 2024. Testi di Fiammetta Perugi, regia di Sabrina Tinalli, allestimento e luci di Silvia Avigo.
La costruzione del cimitero dell’Antella iniziò nel 1855 e si concluse nel 1856, esattamente 170 anni fa. Il primo sepolto fu Vincenzo Salvadori, nel novembre di quell’anno. Oggi, accanto a lui, riposano oltre 80mila defunti.
«Ci avete stupito con la vostra grande sensibilità», ha commentato il governatore della Misericordia di Antella, Paolo Nencioni, al termine della rappresentazione, accolta da applausi convinti. «Questo cimitero è un luogo di vita e di vite, che custodisce personaggi famosi e persone comuni – ha aggiunto il sindaco Francesco Pignotti –. È un orgoglio per Bagno a Ripoli».
Annunciate repliche. Da non perdere.







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