Il caso Mondeggi si ingarbuglia: sulle coloniche pende il parere della Soprintendenza

Incontro dopo incontro il futuro di Mondeggi appare sempre più nebuloso. L’ultima notizia è che occorre attendere il pronunciamento della Soprintendenza. Ma andiamo per gradi. La riunione di ieri pomeriggio tra le commissioni Area Metropolitana e Agricolura del Comune di Bagno a Ripoli e Benedetta Albanese, consigliera del Consiglio Metropolitano con delega al Patrimonio, e Cecilia Tosi, vicedirettrice dipartimento territoriale Città Metropolitana, ha messo pochissimi punti fermi e lasciato aperti ancora molti dubbi.

Benedetta Albanese

La consigliera  Albanese ha dichiarato che per adesso non è possibile fare progetti di utilizzo agricolo dell’area. Vi sono state cinque manifestazioni di interesse (sui dettagi delle quali ha voluto mantenere il riserbo) e proposte composite, con più soluzioni; nessuno ha presentato una proposta unitaria. Inoltre, così come il Comune di Bagno a Ripoli attende di capire quali siano le intenzioni della Città Metropolitana (vendita a parte che pare l’unica condizione inderogabile), questa sta a sua volta sta aspettando il pronunciamento della Soprintendenza con le prescrizioni sulle coloniche che fanno parte del “demanio culturale” e per questo sono vincolate (5 su 6). Inoltre chi acquisterà Villa Mondeggi dovrà impegnarsi a mantenerne una fruibilità pubblica.

La dottoressa Tosi ha specificato che il patrimonio in questione comprende 147 ettari di territorio rurale e 6 coloniche. “La Città metropolitana – ha detto – ha il dovere di conservarle e recuperarle, ma ad oggi non ha le risorse per farlo. Quindi l’idea preminente è quella di vendere tutto, anche per rientrare del milione e mezzo di euro spesi per chiudere il fallimento dell’Azienda agricola Mondeggi e Lappeggi con il pagamento dei creditori”.

Il Cerreto, una delle coloniche proprietà di Mondeggi

“In alternativa – ha aggiunto – si è provato ad accorpare ad ogni colonica una porzione di terreno e a valutare l’ipotesi della concessione, ma rimane il problema del recupero degli edifici che resta un investimento importante anche perché il mancato recupero ha implicazioni di carattere penale”.

Confermato che gli uffici della Città Metropolitana stanno lavorando ad un nuovo bando per la vendita all’asta, tenendo conto delle indicazioni emerse dalle manifestazioni di interesse e le raccomandazioni del Comune di Bagno a Ripoli. Nel frattempo l’intenzione è di dare in concessione i terreni coltivati a vigneto. La consigliera Albanese si è mostrata possibilista sull’ipotesi di riservare una parte dell’area ad uso civico e sociale, ma ha chiuso nettamente al coinvolgimento degli occupanti di Mondeggi bene comune, ribadendo l’obiettivo di ripristinare la legalità.

 

Rispondi