
Come nasce una notizia? Come si verifica una fonte? Che differenza c’è tra un fatto e un’opinione? Come si sono evoluti i mezzi di informazione? E soprattutto: come si racconta ciò che accade in modo chiaro, corretto e comprensibile?
Sono alcune delle domande al centro del corso su informazione e giornalismo iniziato alla scuola media Redi, di Ponte a Niccheri, con gli studenti delle classi II E e II F. A condurre gli incontri è Francesco Matteini, giornalista con una lunga carriera alle spalle (Radio e Telelibera Firenze, La Città, Il Sole 24Ore, La Nazione, La Stampa, Il Corriere della Sera/Corriere Fiorentino, ora il sito QuiAntella.it) che ha raccolto la proposta della dirigente scolastica Maria Luisa Rainaldi e delle professoresse Silvia Zuffanelli e Daniela Meacci.
Fin dal primo incontro i ragazzi si sono mostrati molto interessati e partecipi, intervenendo spesso e rivolgendo numerose domande sui temi affrontati. Una curiosità che ha trasformato la lezione in un confronto diretto e vivace.
Il percorso prevede complessivamente sei incontri, della durata di un’ora ciascuno, con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi al mondo dell’informazione partendo dagli strumenti fondamentali del mestiere del giornalista.
Non solo teoria. Durante il corso gli studenti saranno coinvolti direttamente in prove pratiche per capire come si individua una notizia, quali sono le domande da porsi prima di scriverla, come si raccolgono e si controllano le informazioni e come si costruisce un articolo.
Un’attenzione particolare sarà dedicata anche alle immagini e ai nuovi strumenti attraverso i quali oggi circolano le notizie, soprattutto sui social, dove diventa sempre più importante saper distinguere un’informazione attendibile da una falsa o non verificata.
Il corso sarà anche l’occasione per conoscere più da vicino alcuni aspetti specifici della professione attraverso testimonianze dirette. In uno degli incontri interverrà un fotoreporter, che racconterà come si documenta una notizia attraverso le immagini; in un altro sarà ospite una giornalista sportiva, prima donna ad aver effettuato una telecronaca di una partita di calcio.
Sei ore, insomma, per provare a guardare giornali, siti, fotografie, televisione e social con occhi un po’ diversi. E magari per scoprire che dietro ogni notizia ci sono domande, verifiche, scelte e responsabilità.

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