
Lo sfratto dell’antenna dal tetto del municipio di Bagno a Ripoli è diventato una battaglia giudiziaria arrivata fino alla Cassazione. E finora il Comune ha perso due volte.
La vicenda era stata raccontata da QuiAntella nel maggio 2024 (vedi articolo), quando l’Amministrazione aveva deciso di procedere legalmente contro Inwit, società proprietaria di infrastrutture per le telecomunicazioni, per la morosità relativa alla stazione radio base installata sul lastrico solare del palazzo comunale di piazza della Vittoria.
All’epoca risultavano non versati i canoni relativi al 2023 e al 2024. Il contratto prevedeva un canone annuo di 15mila euro, Iva esclusa. Dopo i solleciti, il Comune aveva deciso di chiedere lo sfratto per morosità e il pagamento delle somme arretrate.
La presenza dell’impianto sul municipio ha però origini molto più lontane. Inwit era subentrata formalmente dal 1° aprile 2015 nel contratto stipulato dal Comune con Telecom Italia per il mantenimento della stazione radio base sul lastrico solare. Con il subentro, Inwit si era assunta le obbligazioni derivanti dal contratto e il Comune aveva stabilito che il canone sarebbe rimasto invariato fino alla permanenza della società nell’immobile.
Il tentativo di sfratto non ha però avuto successo. Il Tribunale civile di Firenze, con una sentenza del 2025, ha respinto la domanda presentata dal Comune. L’Amministrazione non si è arresa e ha impugnato la decisione davanti alla Corte d’Appello di Firenze. Anche il secondo round è andato però a favore di Inwit: la Terza sezione civile della Corte d’Appello, con la sentenza 1637/2026, ha rigettato il ricorso del Comune.
Adesso si tenta l’ultima strada. Secondo l’Amministrazione, la sentenza d’appello e la ricostruzione delle norme sulla quale si basa presentano aspetti «non condivisibili» e censurabili davanti alla Suprema Corte. Per questo è stato deciso il ricorso in Cassazione.
A difendere il Comune sarà ancora l’avvocato Francesco Barchielli, lo stesso legale che ha seguito i primi due gradi di giudizio. L’Amministrazione ha scelto di confermargli l’incarico proprio per garantire continuità alla strategia difensiva e per la conoscenza già acquisita della vicenda. Il nuovo passaggio giudiziario costerà al Comune 6.521,57 euro.

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