
Raccolta rifiuti: la Giunta comunale di Bagno a Ripoli ha approvato la delibera (n°106 del 23 ottobre scorso) che sancisce il passaggio dal sistema Tari alla tariffa corrispettiva (Taric), che sarà attiva dal 1° gennaio 2026. Una decisione presa all’unanimità, che conferma anche il mantenimento del modello di raccolta porta a porta integrale su tutto il territorio.
Il nuovo sistema tariffario – si afferma nella delibera – si basa sulla misurazione puntuale dei rifiuti conferiti: più si differenzia, meno si paga. Un meccanismo pensato per responsabilizzare gli utenti, ridurre i rifiuti indifferenziati e migliorare la qualità della raccolta, secondo il principio europeo del “chi inquina paga”.
Con l’introduzione della tariffa corrispettiva, Alia Servizi Ambientali diventerà l’unico interlocutore per la gestione del servizio e anche per la riscossione: gli introiti della tariffa non passeranno più dal bilancio del Comune, ma saranno incassati direttamente dal gestore, che si assumerà il rischio delle eventuali morosità.
La Giunta ha inoltre deciso di aderire all’Ambito Territoriale Sovraordinato ATS1, che riunisce i comuni serviti dal porta a porta. Una scelta coerente con il modello organizzativo già in uso a Bagno a Ripoli.
Per il 26 novembre è convocato il Consiglio comunale dovrà approvare: la cessazione del regime Tari attuale, i regolamenti per l’applicazione della Taric e il nuovo regolamento per la gestione dei rifiuti.

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ma non c era una raccolta di firme per posticipare l avvio del servizio visto che ancora non e dato sapere a quanto ammonteranno le tariffe?
l amministrazione comunale poteva affiancare e supportare i cittadini in questo cambiamento invece di approvare tutto quanto richiesta da alia
grazia brandani, hai perfettamente ragione su tutti i fronti. questo articolo si riferisce all’approvazione da parte della giunta comunale avvenuta un mese fa e chiaramente puo’ indurre in errore i cittadini che la leggono.Ancora la taric deve essere approvata dal Consiglio comunale, Speriamo che raccolta di firme che è in atto possa essere utile, per indurre il Consiglio Comunale a valutare meglio questa spinosa situazione,
Non vedo dove l’articolo possa indurre in errore. Che l’ultima parola spetta al consiglio comunale è scritto anche nel titolo oltre che chiaramente nel teto. Baste leggere.