
La tramvia verso Bagno a Ripoli passa anche dalle aule giudiziarie. Al centro del contenzioso c’è Villa Olmi Firenze srl, che ha presentato ricorso contro la stima dell’indennità di esproprio relativa alle aree interessate dalla realizzazione della linea 3.2.1, quella che collegherà piazza della Libertà a Bagno a Ripoli.
La vicenda giudiziaria è in corso davanti alla Corte d’Appello di Firenze. Il ricorso della proprietà di Villa Olmi era stato notificato al Comune di Bagno a Ripoli il 15 ottobre 2024. L’amministrazione si è costituita in giudizio con l’avvocato Andrea Grazzini.
Adesso la causa entra in una fase più tecnica. Con un provvedimento del 20 settembre scorso, il consigliere istruttore del collegio giudicante ha disposto una Consulenza tecnica d’ufficio (CTU) per affrontare un quesito ritenuto determinante per la definizione del giudizio.
Il Comune di Bagno a Ripoli ha quindi deciso di affiancare al CTU un proprio consulente tecnico di parte, esperto in materia di espropri e stime, con il compito di seguire le operazioni peritali e formulare eventuali osservazioni sugli elaborati. La scelta è caduta sull’ingegnere Carlo Lardani, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze e già esperto in analoghi procedimenti di opposizione alla stima. Per l’incarico il Comune ha impegnato complessivamente 4.400 euro.
La questione nasce dal particolare meccanismo previsto per gli espropri necessari alla realizzazione della tramvia. L’autorità espropriante è il Comune di Firenze, ente realizzatore dell’opera, ma in base all’accordo fra le due amministrazioni ciascun Comune è beneficiario degli espropri per le aree comprese nel proprio territorio. Per le particelle situate a Bagno a Ripoli, quindi, è quest’ultimo Comune a farsi carico del pagamento delle relative indennità.

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