
Da una parte un uomo che, soprattutto quando ha bevuto, è stato protagonista di atti vandalici, ingressi nei negozi con merce presa senza pagare, insistenti richieste di denaro ai passanti, minacce e, in alcuni casi, aggressioni. Dall’altra la comunità di Grassina, che da qualche tempo deve fare i conti con le sue intemperanze e comincia a temere che prima o poi possa accadere qualcosa di più grave.
Nel mezzo ci sono i carabinieri, già intervenuti numerose volte, e il sindaco Francesco Pignotti, al quale sono arrivate proteste, segnalazioni e richieste di intervento.
«Sono al corrente di questi episodi, capisco e condivido in pieno la preoccupazione dei nostri cittadini e cittadine – dice Pignotti –. Come sindaco mi sono già attivato con tutte le autorità competenti, che stanno facendo il massimo per risolvere al più presto la situazione».
A creare tensione in paese è un uomo di mezza età che vive con la compagna a Bagno a Ripoli ma gravita soprattutto su Grassina. La sua è una situazione di evidente fragilità psichica, per la quale risulta seguito dal Serd (Servizio per le dipendenze).
Negli ultimi tempi sarebbe stato visto anche con un bastone e si sarebbe reso protagonista di danneggiamenti in alcuni locali, tra cui il Caffè 31 in piazza Umberto I, e di minacce nei confronti di commercianti e delle bariste della Casa del Popolo.
«Sì, è successo più di una volta – conferma il presidente della Casa del Popolo, Vanni Materassi –. Ora le ragazze hanno paura, soprattutto quando rimangono sole la sera. La società deve farsi carico di casi come questo, che non si risolvono con il carcere: questa è una persona che ha bisogno di essere inserita in un programma di cura. Il rischio è che alla fine qualcuno si affidi a soluzioni personali, sempre pericolose e da evitare».
L’ultimo episodio è avvenuto stamani: l’uomo ha gettato nell’Ema le fioriere sistemate sul ponte della chiesa, vicino all’Acli. Le fioriere sono state rapidamente recuperate e rimesse al loro posto.
Alla stessa persona viene attribuito anche l’episodio analogo avvenuto alcune notti fa all’Antella. In quel caso le fioriere sarebbero state gettate via dopo che gli era stato impedito l’ingresso al Pavoreal, dove avrebbe voluto entrare per bere.
Una situazione delicata, dunque, nella quale alla richiesta di sicurezza che arriva da Grassina si affianca la necessità di trovare una soluzione adeguata per una persona in evidente difficoltà, prima che la tensione possa trasformarsi in qualcosa di più grave.

La scuola di Rimaggio “battezzata” col nome di Marcello Trentanove (fotogallery)