
C’è un filo diretto con Bagno a Ripoli nella nuova opera che accoglie chi entra a Siena da nord. È stata inaugurata nei giorni scorsi alla rotonda di Fontebecci “Cor magis tibi Sena pandit”, la scultura monumentale firmata dal maestro Alberto Inglesi, artista senese ma ormai ripolese d’adozione grazie al legame con il territorio dove vive la sua compagna.

Un rapporto che non è solo personale, ma anche artistico. Dai primi di marzo, infatti, alcune opere di Inglesi sono state esposte proprio davanti al municipio di Bagno a Ripoli, attirando l’attenzione dei cittadini e raccontando già allora il suo linguaggio fatto di materia, simboli e identità.
La scultura inaugurata a Fontebecci propone una rilettura contemporanea della lupa: non più figura aggressiva, ma simbolo di accoglienza. La testa è reclinata verso tre bambini – due già presenti e un terzo che sta salendo – a rappresentare un’umanità universale. “Il terzo bambino è tutti: il bianco, il nero, l’uomo, la donna”, ha spiegato l’artista.
L’opera è ricca di richiami simbolici: la lupa poggia su un “albero della vita” con cinque radici, nel cui tronco si inseriscono tre cipressi, emblema del paesaggio senese, e una colomba, simbolo di pace. Un messaggio forte e attuale.
Accanto alla scultura si erge una grande pietra di 23 quintali con inciso il motto latino che dà il titolo all’opera.

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