
Polemica a scoppio ritardato a Bagno a Ripoli. Oggetto del contendere è la gestione di un evento pubblico che, loscorso settembre, avrebbe dovuto coinvolgere la Commissione per la Pace e i Diritti, la giornalista Paola Caridi e il magistrato Beniamino Deidda, successivamente organizzato per oggi al Teatro comunale di Antella da Cittadinanza Attiva. Lo scontro vede contrapposti il Centro Studi di Educazione alla Socialità “Marcello Trentanove” e il sindaco Francesco Pignotti. Davvero singolare che questa diatriba venga sollevata dall’associazione solo oggi.
La posizione del Centro Studi “Marcello Trentanove”
Il Centro studi ha diffuso una nota in cui denuncia quello che definisce un “progressivo impoverimento della vita democratica” nel comune. Secondo la ricostruzione del Centro Studi, la Commissione Pace aveva approvato all’unanimità un incontro sull’articolo 11 della Costituzione, salvo poi fare marcia indietro a seguito di una telefonata del sindaco alla presidente della Commissione.
Nell’accusa mossa dal Centro Studi, il primo cittadino avrebbe espresso contrarietà alla presenza di Deidda, in quanto consigliere comunale, definendola incompatibile. “È sconcertante — si legge nel comunicato — la decisione della Commissione Pace che ha accettato l’ingerenza autoritaria del Sindaco”. Per il Centro Studi, il comportamento dell’Amministrazione configurerebbe una sorta di “censura preventiva” e una violazione dell’autonomia degli organi consiliari.
La replica del sindaco Pignotti
Indignata la risposta del sindaco Francesco Pignotti, che respinge al mittente ogni accusa, definendo il comunicato del Centro studi una “ricostruzione completamente falsa e tendenziosa”.
Il sindaco contesta innanzitutto la cronologia degli eventi: “Si riferiscono a un episodio del mese di settembre scorso (e non di febbraio come scritto in una prima versione del comunicato ndr), a ridosso delle elezioni regionali”. Pignotti chiarisce che la sua posizione non fu un atto di censura, bensì una valutazione di opportunità basata sulle norme di “silenzio elettorale”, che impongono all’amministrazione di evitare eventi istituzionali in periodi a ridosso delle votazioni. “Come amministrazione, evitiamo in questi casi di organizzare eventi istituzionali — spiega Pignotti — e, come da prassi, i consiglieri comunali non partecipano come ospiti a iniziative promosse dalla Commissione”.
e
Il sindaco esprime il proprio rammarico per i toni utilizzati dal Centro Trentanove, ricordando il suo impegno personale per la nascita dell’ente. Pignotti denuncia una strumentalizzazione politica, sottolineando come la vicenda fosse già stata chiarita all’epoca con i soggetti interessati. “Chi oggi, a distanza di quasi nove mesi, interpreta questa posizione come un tentativo di censura non solo è fuori strada, ma agisce in mala fede”, chiosa il primo cittadino. “Comprendo che la ricerca di visibilità possa spingere a scelte discutibili: attaccare un sindaco può risultare utile in tal senso – conclude Pignotti -. Sarebbe auspicabile, tuttavia, che i due esponenti di Cittadinanza Attiva in Consiglio comunale prendessero le distanze da questi attacchi, dal momento che conoscono perfettamente come si sono svolti i fatti”.


Grande Pignotti …ahhahh
Sarebbe auspicabile che facesse meno il ragazzino permaloso e ammettere ogni tanto che non centra il vaso.
Succede a tutti di sbagliare.
Ammettelo non sarebbe male