C’è un filo che lega Bagno a Ripoli alle cime più alte dell’arco alpino, e passa dallo sguardo di un giovane regista cresciuto a Balatro. Si chiama Andrea Bandinelli, classe 1997, ed è lui l’anima di Endless Peaks, documentario presentato giovedì scorso al Teatro della Compagnia, a Firenze.
Bandinelli è nato e cresciuto nella piccola frazione di Balatro, dove tutt’ora vivono i genitori: scuola d’infazia Cocchi, elementari alla Michelet di Antella, medie alla Redi a Ponte a Niccheri, poi il liceo Castelnuovo a Firenze. La laurea in ingegneria del cinema, invece, l’ha conseguita al Politecnico di Torino nel 2022. Un percorso che lo ha portato, appena un anno dopo, a fondare insieme a due colleghi la casa di produzione indipendente Crimp Films, oggi specializzata in documentari legati al mondo dell’arrampicata sportiva.

Ed è proprio da qui che nasce la particolarità di Endless Peaks: il primo documentario prodotto interamente da Crimp Films che esce dal mondo della scalata, segnando anche il debutto alla regia di un lungometraggio per Bandinelli. Un passaggio importante, che racconta la crescita di un giovane professionista rimasto profondamente legato alle proprie radici.

Oggi Bandinelli vive ad Arco di Trento, considerata una capitale dell’outdoor e dell’arrampicata, ma il legame con il territorio fiorentino resta centrale anche nel suo lavoro. Non è un caso che la storia raccontata nel film abbia come protagonista un altro giovane toscano, Francesco Tomè, 24 anni, videomaker fiorentino con una grande passione per la montagna.

Endless Peaks segue la sua impresa nell’estate 2025: 60 giorni di corsa lungo il Sentiero Italia CAI, attraversando l’intero arco alpino dalla Croazia alla Liguria, per un totale di 2.300 chilometri e 150.000 metri di dislivello positivo. Un viaggio estremo, ma soprattutto interiore.
Il documentario, infatti, va oltre la dimensione sportiva. Al centro c’è la ricerca personale di Francesco: capire chi è e quale strada intraprendere in un mondo in cui anche i sogni sembrano dover passare dai social per esistere davvero. Un racconto che si costruisce tappa dopo tappa, tra fatica fisica e riflessione, accompagnato dal sostegno di amici, familiari e di una squadra che lo segue lungo tutto il percorso.

L’incontro tra regista e protagonista è nato quasi per caso, come racconta lo stesso Bandinelli: una conoscenza comune, una conversazione informale e quella disponibilità a “parlare di un progetto interessante”. Da lì ha preso forma un lavoro che, nelle parole del regista, è stato anche un percorso personale, fatto di continui ripensamenti e nuove versioni, non così diverso dal viaggio vissuto dal protagonista.
Con una durata di 55 minuti e una produzione curata in ogni dettaglio, Endless Peaks rappresenta anche una sfida industriale per Crimp Films, che ha seguito l’intero processo, dalla ricerca fondi fino alla distribuzione.
Per Bandinelli, si tratta di un punto di partenza più che di arrivo: il segno di una generazione di giovani autori capaci di partire da realtà locali come Bagno a Ripoli per raccontare storie universali. Storie di fatica, di identità e di scelte, che parlano a chiunque si trovi, prima o poi, a chiedersi quale sia la propria vetta da raggiungere.

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