
Si è conclusa con successo la fase pilota di “Arte come Cura”, l’innovativo progetto dell’Azienda Usl Toscana centro rivolto ai pazienti in follow-up oncologico presso la struttura operativa semplice (SOS) Oncologia Medica degli ospedali Santa Maria Annunziata e Serristori. L’iniziativa fa parte del più ampio percorso “Dialoghi d’Arte e Cura”, nato da un’idea della dottoressa Maria Simona Pino, direttrice della SOS Oncologia Medica dei due presidi ospedalieri, e già premiato a livello nazionale con il RESTAR Award promosso dalla Fondazione IncontraDonna.
La sperimentazione ha trovato la sua perfetta collocazione all’interno dell’Antica Spezieria dello Spedale Serristori di Figline, un luogo suggestivo, affascinante e misterioso, ricco di storia e di antiche tradizioni. In questa cornice evocativa, dove l’arte e la memoria storica si fondono, i pazienti hanno intrapreso un cammino immersivo e multidisciplinare. Le attività hanno compreso laboratori di scrittura, momenti di ascolto, sessioni di respirazione consapevole e riflessioni guidate, affiancate da visite storico-artistiche, laboratori di ceramica, pittura e attività teatrali. Il percorso è stato specificamente pensato per sostenere la fragilità a livello fisico e mentale dopo l’esperienza della malattia, offrendo uno spazio protetto di espressione in cui le persone – tra cui anche familiari e caregiver – sono state accolte e accompagnate da professionisti esperti, storici dell’arte e operatori sanitari formati nel ruolo di facilitatori del benessere.
I primi riscontri scientifici e umani confermano la bontà dell’intuizione, evidenziando un netto aumento del benessere percepito, della capacità riflessiva e della consapevolezza di sé, oltre a una maggiore apertura alla relazione e alla condivisione. Come spiegato dalla dottoressa Maria Simona Pino, la cura oncologica moderna deve necessariamente farsi carico della persona nella sua interezza e non solo della patologia, e l’esperienza vissuta alla Spezieria ha dimostrato come l’arte e la relazione possano concretamente favorire la ricerca di un nuovo equilibrio. Un impatto positivo confermato anche da Letizia Bocciardi, CEO di Healthability e coach gestaltica che ha guidato il percorso terapeutico, la quale ha sottolineato la nascita di uno spazio sicuro di confronto e crescita personale, capace di far emergere nuove risorse interiori nei partecipanti.
Il successo e l’emozione generati da questa prima fase spingono ora il gruppo di lavoro a guardare avanti, con l’obiettivo di trasformare la fase pilota in una progettualità strutturata e permanente. Il valore dell’integrazione tra medicina e linguaggi artistici è stato ribadito anche dalla dottoressa Silvia Scoccianti, direttrice del Dipartimento Oncologico, che ha inserito l’iniziativa in una visione sanitaria sempre più attenta all’umanizzazione delle cure, dove l’esperienza estetica e culturale diventa uno strumento di supporto fondamentale nel delicato periodo del post-malattia.
Il progetto è stato sviluppato nell’ambito di un’associazione temporanea di scopo composta da AFCV (Associazione Fondatori di una nuova Cultura per il Volontariato ODV) e Cittadinanzattiva Toscana APS, su impulso di Healthability Società Benefit e con il sostegno dell’Azienda Usl Toscana centro e della Regione Toscana.

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