
L’aumento del costo del biglietto del trasporto pubblico locale accende il dibattito anche tra i pensionati. A intervenire è Mauro Fuso, segretario dello Spi Cgil Bagno a Ripoli-Impruneta, che critica la scelta di scaricare sui cittadini il peso delle difficoltà economiche del settore.
Secondo Fuso, il rincaro è il risultato di una catena di responsabilità che parte dal ridimensionamento dei finanziamenti statali al trasporto pubblico. «Il Governo riduce le risorse, la Regione è al limite e i Comuni si trovano nelle stesse condizioni. Alla fine a pagare sono sempre i cittadini, senza alcuna distinzione», afferma.
Per il rappresentante dello Spi Cgil Bagno a Ripoli, si tratta di una soluzione che colpisce indistintamente lavoratori, studenti e pensionati, senza tenere conto delle diverse condizioni economiche. «È la classica ricetta del libero mercato – sostiene – ma dispiace che non si provi a individuare alternative attraverso la fiscalità e forme più eque di compartecipazione ai costi».
Fuso propone di tutelare maggiormente le fasce più deboli della popolazione, salvaguardando i redditi bassi e rafforzando gli strumenti di sostegno come gli abbonamenti agevolati per studenti, lavoratori e pensionati. Tra le ipotesi avanzate anche una revisione delle tariffe con biglietti multipli e sconti estesi a una fascia oraria più ampia rispetto a quella attuale, considerando i tempi spesso lunghi degli spostamenti.
Nella sua riflessione non manca una critica politica. «Mi aspetterei un po’ più di ingegno sul tema dell’equità sociale da chi si considera di sinistra e vuole distinguersi dal Governo su questo terreno. Un segnale, qualcosa che vada nella direzione della giustizia sociale», osserva.
Il segretario della Lega Spi Cgil Bagno a Ripoli collega inoltre queste scelte al crescente distacco dei cittadini dalla politica. «Poi non lamentiamoci se cresce l’astensionismo», aggiunge.
Infine, Fuso richiama l’attenzione sulle criticità del trasporto pubblico su gomma nell’area fiorentina, citando in particolare le problematiche delle linee 31 e 32 e i collegamenti con l’ospedale Ospedale Santa Maria Annunziata. «Anche pensionati e pensionate, nel loro piccolo, si arrabbiano», conclude.

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