
Corse che saltano come tappi di spumante a Capodanno, passeggeri fatti scendere prima del capolinea per recuperare ritardi (facile così…) e costretti a proseguire a piedi, orari ballerini e attese che arrivano fino a due ore alle fermate. Sembra il racconto di un servizio pubblico in qualche sperduto angolo del Terzo Mondo, oppure le conseguenze di una calamità naturale o di un’emergenza globale. Guerra? Pandemia? Buco dell’ozono? Niente di tutto questo.
Quella descritta è la quotidianità degli utenti di Autolinee Toscane che, loro malgrado, utilizzano le linee 31 per Grassina, 32 per Antella e 23 per Bagno a Ripoli. Già, “loro malgrado”: perché, viste le premesse, al servizio — o meglio, al disservizio — pubblico ricorre ormai solo chi non ha alternative.
Una situazione che si trascina da tempo e che ha finito per mettere d’accordo tutte le forze politiche ripolesi. Giovedì scorso il Consiglio comunale ha infatti approvato all’unanimità una mozione presentata dai gruppi Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Per una Cittadinanza Attiva, Bagno a Ripoli Futura e Bagno a Ripoli al Centro, con l’obiettivo di sollecitare interventi concreti e garantire ai cittadini un servizio finalmente efficiente e affidabile.
A farsi portavoce delle proteste raccolte tra i pendolari è stata la consigliera Serena Giannini (FdI), che ha ricordato anche la lettera di denuncia inviata dal sindaco Pignotti ad Autolinee Toscane il 4 novembre scorso (vedi articolo). “Non si sono visti miglioramenti — ha sottolineato —. Serve un intervento immediato”. Sulla stessa linea il capogruppo del Pd, David Stinghi: “Questa mozione dimostra la compattezza delle forze politiche su un problema che riguarda tutti. L’arrivo della tramvia a Bagno a Ripoli dovrà essere accompagnato da un servizio su gomma adeguato, ma con queste premesse siamo molto timorosi”.
E Autolinee Toscane che dice? Tutti zitti. Tattica del muro di gomma. Ma quanto potrà durate?

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