
Due lavoratori del settore della raccolta dei rifiuti sono morti nel giro di poche ore in due diversi comuni della provincia di Firenze. Uno dei due decessi è avvenuto a Bagno a Ripoli, dove un operatore di 52 anni, Matteo Consolati, residente a Londa, dipendente di una ditta che opera in appalto per Alia, è stato trovato senza vita durante il turno di lavoro nella serata di giovedì 16 luglio, nella zona di Poggio al Luco. Una delle ipotesi al vaglio è quella di un malore. Saranno gli esami medico-legali e gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria a chiarire le cause della morte. Al momento non vengono formulate conclusioni e ogni ricostruzione resta prematura.
L’altra tragedia si è consumata poche ore prima a Barberino del Mugello, dove un operaio di 55 anni, Matteo Valletti, che viveva in quel comune, anch’egli impiegato da una società in appalto per Alia, è stato trovato morto intorno alle 7 del mattino, accanto al mezzo utilizzato per il servizio di raccolta porta a porta. Sul corpo non sono stati rilevati segni di violenza e la Procura di Firenze ha disposto il trasferimento della salma all’Istituto di medicina legale per gli accertamenti. Le indagini sono affidate ai carabinieri.
I due lavoratori appartenevano a due diverse aziende appaltatrici che svolgono servizi per Alia Plures, la multiutility che gestisce la raccolta dei rifiuti nell’area fiorentina. L’azienda ha espresso “profondo cordoglio” per la morte dei due operatori, sottolineando di attendere “con rispetto l’esito degli accertamenti medici in corso”. “Fino alla conclusione delle verifiche – si legge nella nota – ogni ricostruzione sulle cause dei decessi sarebbe del tutto prematura. In questo momento il pensiero di tutta l’azienda è rivolto esclusivamente alle famiglie e ai colleghi colpiti da queste due tragiche perdite”.
Nel frattempo, alla luce del perdurare dell’ondata di calore, Alia ha confermato le misure del Protocollo Caldo, in vigore dal 15 giugno fino al 30 agosto. Il piano prevede la sospensione delle attività più esposte nelle ore centrali della giornata, lo spostamento in orario serale della raccolta porta a porta del turno pomeridiano, la riorganizzazione dello spazzamento manuale nelle fasce meno critiche e, per i servizi non rinviabili, l’impiego di più squadre, pause aggiuntive e supporto di personale ausiliario. Restano inoltre attive la distribuzione di acqua e sali minerali, la fornitura di dispositivi di protezione e il monitoraggio costante delle condizioni operative. L’azienda ha rinnovato anche l’invito alle imprese appaltatrici ad adottare le stesse modalità organizzative.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Fp Cgil Firenze, che ha espresso “profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie, ai colleghi e a tutte le persone che erano legate ai lavoratori deceduti”. Il sindacato chiede che gli accertamenti facciano piena luce sulle cause delle due morti e ribadisce la necessità di rafforzare la prevenzione per chi lavora all’aperto.
“Non possiamo sapere ora se il caldo estremo abbia avuto un ruolo – afferma la Fp Cgil – ma viviamo un periodo particolare e ribadiamo la necessità di garantire le massime tutele per chi opera all’esterno. I protocolli contro il rischio da calore devono essere applicati con rigore e pensiamo che quello sottoscritto con Alia Plures debba essere esteso a tutto il sistema degli appalti. La tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori deve restare una priorità assoluta”.

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