Una visita per conoscere da vicino una delle esperienze di autonomia abitativa nate a Bagno a Ripoli e, soprattutto, per incontrare i ragazzi che la vivono. Venerdì 25 settembre l’arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli, accompagnato da don Fabio Marella, è stato ospite dell’appartamento “Il Focolare” di via delle Arti 2, una delle abitazioni del progetto “Durante e Dopo di Noi” gestito dalla Fondazione Nuovi Giorni.
Ad accoglierlo c’erano Lucia Biondi della Fondazione Nuovi Giorni, tre dei quattro ragazzi che vivono nell’appartamento, Marco, Simone e Lorenzo, e Maria e Massimo Vannetti, la coppia che ha messo a disposizione la casa.
Il Focolare è stato inaugurato il 9 dicembre 2025 alla presenza di padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte. L’appartamento, circa 120 metri quadrati con tre camere, spazi comuni e una terrazza, è stato acquistato e ristrutturato dalla famiglia Vannetti e concesso in comodato d’uso alla Fondazione Nuovi Giorni. Si tratta della prima esperienza di autonomia abitativa del territorio realizzata attraverso una proprietà privata messa a disposizione della Fondazione.
Durante l’incontro Lucia Biondi ha raccontato all’arcivescovo la storia della Fondazione e il percorso di collaborazione sviluppato negli anni con il Comune di Bagno a Ripoli e la Società della Salute. Gambelli ha ascoltato con attenzione, facendo poi alcune domande direttamente ai ragazzi e visitando gli spazi della casa.
Dopo la visita è stato offerto un piccolo rinfresco, prima di un secondo momento dell’incontro dedicato al Gruppo Elba, formato da ragazzi che si ritrovano ogni venerdì, nell’oratorio di piazza San Francesco oppure a Quarto, vicino alla chiesa.
L’arcivescovo ha voluto conoscere anche questa realtà e ascoltare direttamente i ragazzi, che svolgono attività di volontariato al fianco di persone con disabilità. Al termine dell’incontro si è congratulato con loro per il servizio svolto. La giornata si è conclusa anche con un momento di festa per il compleanno di uno dei ragazzi.
Il Focolare rappresenta una delle esperienze attraverso le quali a Bagno a Ripoli viene concretamente realizzato il progetto “Durante e Dopo di Noi”: non soltanto un luogo dove abitare, ma un percorso verso una maggiore autonomia, nel quale i ragazzi imparano a gestire la casa, fare la spesa, cucinare, muoversi nel quartiere e, soprattutto, a vivere insieme.
Un’esperienza che venerdì ha avuto anche l’attenzione dell’arcivescovo, venuto a conoscere non soltanto la casa, ma soprattutto le persone che la abitano e le realtà di volontariato che ruotano loro attorno.









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