
In questi ultimi anni è stato in particolare l'”uomo sul fronte”. Sempre in prima linea sui cantieri per tutelare gli interessi di Bagno a Ripoli nei confronti di Autostrade, per i lavori della Terza corsia, e delle imprese impegnate nella Variante di Grassina.
Dopo 17 anni al servizio del Comune, l’ingegner Andrea Focardi, responsabile delle Grandi Opere, passa alla Regione. Da domani, 16 luglio, sarà alla Direzione del settore mobilità, strade e trasporto pubblico per l’area del Valdarno e della Chiantigiana.

Ieri pomeriggio una piccola festicciola con rinfresco in Comune per salutare i colleghi di lavoro e ricevere il ringraziamento dell’Amministrazione comunale: erano presenti gli assessori Francesco Conti, Paolo Frezzi, Sandra Baragli, Corso Petruzzi. “Andrea merita questa promozione ma noi perdiamo una delle persone più qualificate e con memoria storica del nostro Comune – ha detto il sindaco (fuori sede) collegato via telefono – Un professionista del quale fidarsi e al quale affidarsi con fiducia, che è stato punto di riferimento anche per i cittadini”.
Ingegner Focardi, cosa l’ha spinta verso la Regione?
“Sono stato stimolato dal desiderio di confrontarmi con esperienze diverse e nuove sfide professionali. Sarò assegnato alla Direzione mobilità, strade e trasporto pubblico, un settore che in questo momento storico viene fortemente potenziato perché la Regione vi sta convogliando grossi investimenti. Mi occuperò dell’area del Valdarno e della Chiantigiana: il mio occhio sul territorio rimarrà quindi vigile, potendo mettere a frutto l’esperienza profonda che ho maturato proprio in queste zone”.
Facciamo un salto indietro nel tempo. Ricorda il suo primo giorno a Bagno a Ripoli?
“Impossibile dimenticarlo. Provenivo dal Consorzio di Bonifica del Chianti e avevo vinto il concorso per coprire il ruolo di dirigente dell’area lavori pubblici. Da quel momento ho attraversato stagioni politiche e amministrative cruciali per il territorio. Ho vissuto la seconda parte del mandato del sindaco Bartolini, i due successivi mandati di Casini e, infine, questa prima parte con il sindaco Pignotti”.
Con quale dei sindaci si è trovato meglio a lavorare?
“Posso dire, con assoluta sincerità, che sono andato molto bene con tutti. Non ho alcun ricordo di reali difficoltà nei rapporti con i primi cittadini o con le rispettive giunte. C’è sempre stata una grande serenità di fondo, anche quando ci siamo trovati con idee diverse, non si è mai arrivati allo scontro”.
In questi ventisei anni Bagno a Ripoli è stata attraversata da cantieri epocali. Quale grande opera l’ha impegnata di più?
“Non ho alcuna difficoltà a rispondere: indubbiamente l’autostrada, per l’impatto straordinario che il primo lotto della terza corsia ha avuto sul nostro territorio. Ogni singolo metro di quell’opera incideva direttamente sul tessuto locale. Devo dare atto ai nostri cittadini di essere stati sempre estremamente attenti, partecipi e vigili. La nostra sfida è stata duplice: prima cercare di arginare e mitigare gli impatti per quanto possibile, e poi interfacciarsi con un soggetto complesso per natura come Autostrade, i cui obiettivi talvolta contrastavano inevitabilmente con l’interesse locale”.

È stato un confronto serrato sulle scelte ingegneristiche?
“L’approccio su certe scelte tecniche è stato oggettivamente difficile. Qualche volta siamo riusciti a spuntarla e a ottenere modifiche importanti, altre volte abbiamo dovuto prendere atto che esistevano meccanismi e normative superiori che non potevamo governare a livello locale. Inoltre, negli anni, ci siamo trovati a dialogare con più interlocutori e figure diverse all’interno della stessa struttura societaria, un elemento che non ha aiutato la continuità dei processi”.
C’è qualche partita legata ai cantieri autostradali che considera ancora aperta?
“Sì, ad esempio la questione delle barriere acustiche su via Peruzzi, che non sono ancora state realizzate. Il progetto le prevede anche lungo la strada, ma su quell’opera specifica abbiamo espresso grosse riserve riguardo all’opportunità estetica, dato il pesante impatto sul paesaggio circostante. Per questo abbiamo ottenuto il congelamento della situazione in attesa di nuove valutazioni fonometriche, che verranno effettuate non appena sarà sistemata l’area di sosta dei Tir all’interno dell’area di servizio Chianti. Ad oggi i camionisti tengono i motori accesi anche di notte per i refrigeratori, alterando i dati acustici reali. Una volta tacitati quelli, verificheremo il vero impatto acustico. Resta poi da migliorare la situazione sulla curva del cavalcavia di via Peruzzi; su questo fronte abbiamo ottenuto da Autostrade la disponibilità a gestire direttamente un budget per impiegare le risorse nella risoluzione dei problemi legati ai marciapiedi e alla sicurezza del cavalcavia stesso”.
Guardando indietro, qual è invece l’opera di cui va più orgoglioso?
“L’attraversamento del guado sull’Ema tra via di Tizzano e via del Ponte Nuovo e l’intera rete di percorsi ciclabili di Grassina. Quando sono arrivato nel 2000, la rete dei collegamenti pedonali e ciclabili semplicemente non esisteva. È un’infrastruttura che abbiamo iniziato a pensare e a tracciare insieme al sindaco Bartolini e che poi abbiamo capillarmente sviluppato e realizzato durante i mandati di Casini. Oggi vedere la quotidiana fruibilità di quelle piste da parte dei cittadini mi dà una soddisfazione enorme. Penso anche all’ideazione del sistema viario sotto l’autostrada: siamo riusciti a risolverlo senza inserire l’ulteriore rotatoria inizialmente prevista dal progetto, e ad oggi credo che soluzioni tecniche migliori non ce ne siano”.

C’è invece qualcosa che avrebbe voluto fare ma non è riuscito a realizzare?
“Ho sempre accarezzato un sogno legato ai progetti della tramvia: l’interramento del tratto di via Pian di Ripoli per far sottopassare sia la tramvia stessa che la viabilità lenta. Questo avrebbe permesso di creare un accesso pedonale continuo, fluido e totalmente sicuro tra il grande parcheggio scambiatore e il capolinea del tram. Era un investimento che, a mio avviso, valeva assolutamente ogni centesimo del suo costo. Purtroppo ci siamo scontrati con problemi insormontabili legati ai tempi di esecuzione e ai finanziamenti blindati: rimettere mano al progetto in modo così radicale sarebbe stato del tutto incompatibile con le scadenze”.
Nel cassetto dei ricordi c’è spazio anche per qualche curiosità o aneddoto insolito?
“Ce ne uno in particolare che fa sorridere e racconta bene lo spirito del territorio. Anni fa ci fu l’insediamento della comunità evangelica itinerante ‘Cristo è la Risposta’ in un’area allora inutilizzata in via di Belmonte (dove ora sta sorgendo il nuovo polo infanzia ndr). Per loro prassi consolidata, usavano restituire benefici alla collettività che li ospitava tramite prestazioni in natura, sotto forma di lavoro manuale. Decisero così di avventurarsi, di propria iniziativa, nella pulizia e nella realizzazione del primo tratto di collegamento pedonale con l’ospedale di Santa Maria Annunziata. Il problema era che non avevano alcuna competenza tecnica né autorizzazioni. Mi misi letteralmente ad affiancarli e a insegnare loro come lavorare, per far capire cosa fare e come farlo in sicurezza. Eravamo decisamente al limite delle norme. Però quel collegamento fu poi consolidato stabilmente e portò un beneficio immediato alla cittadinanza”.
Che ambiente lascia a Bagno a Ripoli?
“Lascio un ambiente di lavoro ottimo. Devo dire che vado via a malincuore soprattutto per il rapporto profondo, di stima e di affetto, che si è creato negli anni con tutti i colleghi della struttura comunale”.
All’ingegner Focard un in bocca al lupo per il nuovo incarico da QuiAntella.

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