
Un marciapiede chiuso da oltre quattro anni, transenne mai rimosse e cittadini costretti a camminare in strada, tra pericoli e disagi quotidiani. È la situazione denunciata in Consiglio comunale a Firenze da Francesco Casini, consigliere di Italia Viva – Casa Riformista, in merito a un tratto di via Chiantigiana a Ponte a Ema.
“Parliamo di una vicenda che si trascina da troppo tempo – ha dichiarato Casini –: un tratto completamente transennato che obbliga pedoni, studenti, anziani e lavoratori a percorsi alternativi insicuri. Non è più accettabile per una città come Firenze”.
Il consigliere ha ricordato come negli anni siano stati presentati più atti in Consiglio senza però arrivare a una soluzione concreta. Il nodo principale resta l’incertezza su chi debba intervenire per mettere in sicurezza il muro pericolante che costeggia il marciapiede. “Non è chiaro neppure a chi spetti la competenza – ha sottolineato – e questo fotografa la gravità del problema. Non possiamo accettare che in quattro anni non si riesca a individuare una responsabilità”.
Casini ha inoltre evidenziato come la situazione incida pesantemente sulla qualità della vita dei residenti: “Non è un dettaglio, ma una questione di sicurezza e accessibilità. In caso di pioggia, poi, i percorsi alternativi diventano ancora più difficili per via degli allagamenti”.
Da qui la richiesta di un intervento immediato: “Serve un tavolo tra tutte le direzioni tecniche competenti, incluso il settore patrimonio, per individuare responsabilità e tempi certi. L’amministrazione ha preso un impegno: è il momento di passare dalle parole ai fatti”.
Alla denuncia ha risposto l’assessore del Comune di Firenze, Andrea Giorgio, che ha confermato la complessità della vicenda. “Abbiamo organizzato una riunione per capire a chi appartenga il muro e chi debba intervenire – ha spiegato -, ma non è stato possibile individuare con certezza il soggetto responsabile”.
Secondo quanto riferito dall’assessore, negli archivi comunali non è disponibile una documentazione chiara e nemmeno il proprietario dell’abitazione interessata è riuscito a produrre elementi utili. “L’area è stata interdetta per rischio crollo già da tempo e i lavori non sono mai stati eseguiti”, ha aggiunto.
Giorgio ha comunque assicurato un impegno a sbloccare la situazione: “Solleciterò non solo la Direzione Mobilità, ma tutti gli uffici competenti per arrivare a una soluzione. Ho incontrato i residenti e sono consapevole dei disagi: tra passaggio pedonale difficoltoso, gestione delle acque piovane e transenne presenti da anni, è necessario intervenire”.
Una vicenda che, come sottolineato dallo stesso Casini, rischia di alimentare la sfiducia dei cittadini: “Quando un problema concreto resta irrisolto per anni, si crea una distanza tra istituzioni e territorio che non possiamo permetterci”.

Dal cappuccino all’aperitivo, la pasticceria che scandisce la giornata (fotogallery)