
Pronti, attenti, via! Quando sabato alle 15, in piazza del Duomo a Firenze, sarà dato il segnale di partenza, Marco Gelli, 74 anni, fiorentino di nascita, grassinese di adozione, comincerà la sua 50esima partecipazione alla 100 chilometri del Passatore. Nozze d’oro con la corsa che unisce Firenze a Faenza attraversando gli Appenini. Gelli ha disputato tutte le edizioni tranne la prima. Ed è sempre arrivato al traguardo. Un vero record.
Come mai non ha partecipato alla prima edizione del Passatore nel 1973?
“Non lo seppi. Allora non c’erano i social a pubblicizzare gli appuntamenti podistici. L’anno dopo, il ’74, trovai una pubblicità su un giornale e mi iscrissi per la prima volta”.
Ed ha partecipato a tutte le altre edizioni…
“Sì, il Passatore è giunto alla 51esima edizione. Si è fermato solo due anni per il Covid e uno per l’alluvione in Emilia Romagna”.
Lei è l’unico ha avere questo rcord?
“Adesso sì. Fino ad alcuni anni fa c’era Walter Fagnani, un veronese del 1924, che le aveva corse tutte tranne la prima, come me. Ma ora lui ha smesso, non gli è stato rinnovato il certificato per l’idoneità agonistica”.

Quando ha iniziato a correre?
“Nel 1972. Non mi piacevano né il calcio, né il ciclismo e mi sono innamorato del podismo. Ho iniziato con corse brevi, 10/15 chilometri, poi sempre più lunghe. Tante maratone nel Mugello e in Veneto dove ho fatto molte amicizie, svariate gare da 100 chilometri, anche all’estero. Ormai ho perso il conto”.
La corsa più lunga?
“In Olanda, una maratona di 200 chilometri, ma in quattro giorni”.
In 49 edizioni del Passatore lei è sempre arrivato al traguardo. Mai un problema?
“No, nessun problema. Nei primi anni terminavo la corsa, più o meno in 19 ore. Con l’allenamento e, soprattutto, l’esperienza sono arrivato a concluderla in 16 ore e 20 minuti, il mio miglior risultato. Negli ultimi anni, a dispetto dell’età, sono andato meglio che nei primi quando ero giovane. In pensione c’è più tempo per allenarsi e riposare”.
Come si allena per il Passatore?
“Comincio quattro mesi prima facendo Grassina-Girone andata e ritorno, sono circa 25 chilometri, due volte a settimana”.

Alimentazione studiata?
“Macché. Faccio vita normale, mangio e bevo di tutto. Mai seguito diete particolari”.
Per curiosità: quanto pesa?
“Sono alto un metro e 72 e peso 60 chili, non devo portarmi dietro troppa zavorra” (ride).
Con la sua esperienza che consiglio dà a chi affronta il Passatore per la prima volta?
“Ogni persona ha il suo stile di corsa. Conta tanto esserci con la testa. Durante la notte, se ti prende una crisi, devi saperla gestire. Consiglio di non restare da soli durante le ore notturne, quelle tra le una e le cinque sono le più dure, ma affiancarsi a qualcuno che procede con la stessa andatura”.
Che tipo di crisi possono arrivare?
“Soprattutto crisi di sonno. Si chiudono gli occhi e ti ritrovi in mezzo alla strada, fortunatamente non passa nessuno. Per questo è importante correre in compagnia, la conversazione aiuta a stare svegli”.

Giunge sfinito al termine della corsa?
“No. C’è tanta adrenalina in circolo. Una bella doccia e si torna a casa”.
Attrezzatura particolare?
“Nessuna. Importante indossare scarpe comode. Mi porto uno zainetto con la roba per la notte: lampada frontale, kway, qualche barretta energetica in caso di necessità, anche se lungo il percorso ci sono punti di ristoro dove, se vuoi, ti danno pure la pastasciutta. Io mi limito a bere e mangiare un po’ di frutta”.
La segue qualcuno durante la corsa?
“Mia moglie Nicla con un’amica. Partono verso le tre di notte, mi raggiungono sul percorso, poi vanno avanti qualche chilometro e aspettano di vedermi passare”.

Fra le varie maratone qual è la più bella che ha fatto?
“Non ho dubbi: la più bella è proprio il Passatore, dà sempre nuove emozioni”.

Durante la corsa Gelli sventola una bandiera con al centro il giglio di Firenze e stampate le date di tutte le edizioni della corsa a cui ha partecipato: “La porto con me dall’inizio alla fine di ogni gara, nata come scommessa, oggi è il mio portafortuna”.
A Marco Gelli un caloroso in bocca al lupo da QuiAntella.

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