
L’agenzia Allianz Assicurazioni di Grassina, nel cuore del paese lungo via Chiantigiana, torna nel mirino dei ladri. Dopo il furto con spaccata avvenuto nella notte del 22 giugno, un nuovo tentativo è stato messo in atto nelle prime ore di ieri mattina, intorno alle 4, praticamente alla stessa ora del precedente episodio.
A raccontare quanto accaduto è Elenia Sollazzini, titolare dell’agenzia, convinta che dietro ai due episodi possa esserci la stessa persona.
«È la seconda volta che veniamo presi di mira – racconta –. La prima è stata il 22 giugno, la seconda ieri mattina. Sempre più o meno alla stessa ora, intorno alle 4. Pensiamo che si tratti dello stesso individuo perché la descrizione fornita dai testimoni coincide».

Secondo quanto riferito, si tratterebbe di un giovane dalla corporatura esile, alto circa un metro e settanta, con carnagione scura e capelli neri lunghi fino al collo, visto allontanarsi in bicicletta.
Questa volta il colpo non è andato a segno. «Non è riuscito a entrare perché un testimone ha sentito il rumore e ha gridato che avrebbe chiamato i carabinieri. A quel punto è fuggito», spiega Sollazzini.
Per tentare di forzare l’ingresso è stata utilizzata una grossa pietra, ritrovata all’interno dell’ufficio sopra una scrivania dopo aver infranto la vetrata. L’oggetto è stato sequestrato dagli investigatori.
Sul posto sono intervenuti nuovamente i carabinieri specializzati nelle rilevazioni tecniche. «Sul vetro sono rimaste due impronte molto evidenti delle mani – racconta la titolare – e per questo è stato richiesto l’intervento della scientifica».
Le indagini potranno contare anche sulle immagini delle telecamere presenti nella zona, in particolare in piazza Umberto I, oltre che sulla testimonianza di chi ha assistito alla fuga. «Il testimone lo ha visto in faccia e sarebbe in grado di riconoscerlo qualora venisse identificato», aggiunge Sollazzini.

Il primo episodio, avvenuto il 22 giugno, aveva caratteristiche che fanno pensare a un furto mirato più che a un semplice atto vandalico. Il ladro era riuscito a entrare nell’ufficio e si era diretto immediatamente verso il cassetto contenente il fondo cassa, portando via la cassetta con il denaro. Nessun altro locale era stato messo a soqquadro.
«Abbiamo quattro scrivanie identiche – sottolinea Sollazzini – ed è praticamente impossibile sapere quale sia quella amministrativa senza conoscere l’ufficio. Per questo sono convinta che chi ha agito conoscesse la zona o fosse già entrato in precedenza nei nostri locali, oppure che qualcuno gli abbia indicato dove cercare».
Durante il primo furto l’autore si è ferito, lasciando tracce di sangue che sono state repertate dagli investigatori.
Adesso i carabinieri stanno approfondendo tutti gli elementi raccolti: la descrizione fornita dai testimoni, le immagini delle telecamere, le impronte rilevate sul vetro e le tracce biologiche recuperate nel primo episodio. L’obiettivo è verificare se dietro i due raid ci sia effettivamente la stessa persona e arrivare alla sua identificazione.

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