Alia nel caos sul ritiro degli ingombranti: dà appuntamenti che non rispetta

Il ritiro degli ingombranti è in tilt e Alia non riesce a gestire la situazione. Stavolta il cittadino che segnala attraverso QuiAntella un disservizio sono io personalemente, Francesco Matteini. Ecco i fatti. Nei giorni scorsi ho fissato il ritiro di un vecchio divano rotto dall’abitazione dei miei genitori. Mi è stato dato l’appuntamento per giovedì 14 marzo, pregandomi di esporre il divano fra le 20 e le 22 del mercoledì. Cosa che ho puntualmente fatto. Ieri, verso le 17, non essendo ancora stato fatto il ritiro, ho chiamato nuovamente Alia (al numero verde 800888333) per avere notizie e mi è stato risposto che non c’erano problemi: la pratica era in lavorazione e il rirtiro sarebbe avvenuto entro la mezzanote come previsto.

Infatti stamani, venerdì 15, il divano era ancora lì con il suo bravo cartello con tanto di numero di pratica, ad occupare il marciapiede della strada. Non un bello spettacolo. Nuova telefonata ad Alia. L’operatrice conferma il disguido e assicura che in giornata il divano sarà portato via. Alle ore 16 ancora niente. Terza telefonata ad Alia. Stavolta l’opertrice spiega la situazione. “Da pochi giorni – dice – è stata cambiata la ditta a cui è affidato in appalto il ritiro degli ingombranti, perché quella precedente funzionava male e aveva lasciato molti interventi da fare. La nuova ditta sta cercando di recuperare ma ci vuole del tempo”.

Allora chiedo perché mi è stato dato un appuntamento se il ritiro non poteva essere garantito. Io non avevo chiesto nessuna urgenza, il divano avrebbe potuto attendere senza problemi. “Ha ragione – è la risposta – ma non siamo noi a gestire il rirtiro. I Comuni sanno di questo problema”. In realtà dal Comune di Bagno a Ripoli cadono dalle nuvole, nessuna segnalazione di questo tipo è arrivata da Alia.

Ma non è finita qui. Alla richiesta di sapere quando avverà il rirtiro, allo scopo di riportare in casa il divano evitando di occupare il marciapiede pubblico, la risposta lascia stupefatti: “Non si preoccupi, tanto la responsabilità è nostra – dice l’operatrice – Non so dirle quando avverrà il ritiro, può essere fra un giorno come fra cinque”. Quindi non posso neanche riprendermelo perché rischierei di “bucare” il passaggio. “E’ possibile sapere qual è la ditta, per chiedere informazioni dirette?”, chiedo. Figuramoci, neanche fosse la combinazione per aprire Fort Knox. La risposta, ovviamente, è negativa: “Non possiamo dare queste informazioni, anzi neanche so qual è la nuova ditta”.

Ogni giudizio lo lascio a voi lettori e anche al sindaco Casini e all’assessore Minelli. Alia merita tutti i soldi che versiamo ogni anno?

2 commenti

  1. Alessandro Cheodarci

    Io ho portato personalmente un materasso matrimoniale al centro di raccolta con un furgone di mia proprietà dove l’operatrice mi ha fatto prima la revisione al furgone controllato proprietà controllato omologazione e controllato che fosse adatto a trasporto promiscuo persone e cose,dopodiché ho potuto scaricare il materasso,se il furgone fosse stato di una ditta avrei dovuto pagare lo smaltimento,un materasso matrimoniale secondo voi a che ditta potrebbe essere associato?

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