Doppio sfregio nella notte all’Antella. Qualche teppista ha deciso di sfogare la propria ostilità nei confronti del patron dell’Antella99, deturpando il muro del cimitero monumentale con una serie di scritte offensive.
Il bersaglio è Gregory Fancelli, l’italoamericano che da qualche tempo è al centro dell’attenzione per progetti di impianti sportivi all’Antella, respinti dall’Amministrazione comunale, ma anche per essersi offerto di finanziare il sistema di sorveglianza del Leccio di Belmonte. Inoltre a lui molti antellesi si sono rivolti chiedendo il suo intervento economico per il restauro del portale di Villa Pedriali all’ingresso del paese.
Fancelli è stato protagonista anche del controverso accordo tra Antella99 e Grassina per una condividione dello stadio Pazzagli per le partite casalinghe delle due squadre.
L’elemento grafico della faccina stilizzata affiancata al “Ciao Elio”, che si nota sotto le scritte offensive – ammesso che sia frutto della stessa mano – aggiunge un tratto di provocazione quasi infantile ad un’azione che resta un insulto diretto e un danneggiamento di un bene monumentale di propeità della Misericordia di Antella. Saranno eventualmente gli accertamenti delle forze dell’ordine a chiarire se “Elio” sia un’identità precisa o una provocazione mirata e se la scritta sia collegata alle offese.
“Contrari sempre ad ogni forma di violenza, anche quella scritta sui muri. Ci adopereremo da subito per far cancellare queste stupide scritte e pulire il nostro paese dal degrado” afferma il sindaco, che ha già parlato con la Misericordia di Antella e con lo stesso Fancelli.
«Esprimo la mia solidarietà al presidente di Antella Calcio’99 Gregory Fancelli per le scritte offensive comparse nella notte ad Antella. Un episodio che merita una condanna netta: il confronto e le divergenze, anche forti, non possono mai trasformarsi in offese personali o atti di vandalismo». Lo dichiara Francesco Casini, consigliere regionale della Toscana ed ex sindaco di Bagno a Ripoli.
«È particolarmente grave – prosegue Casini – che per compiere questo gesto sia stato imbrattato il muro del cimitero monumentale dell’Antella, un luogo che appartiene alla storia, alla memoria e alla sensibilità della nostra comunità. Un bene che merita rispetto e che non può diventare il bersaglio di provocazioni o sfoghi personali». «Auspico che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto. A Gregory Fancelli e alla Misericordia di Antella va la mia vicinanza personale e istituzionale. Le idee si confrontano con le idee, mai con gli insulti e mai danneggiando luoghi che appartengono a tutti».





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