
Il Consiglio della Città Metropolitana di Firenze e la Conferenza Metropolitana, su proposta del consigliere delegato alla Pianificazione territoriale di coordinamento Massimo Fratini, hanno approvato il Piano territoriale metropolitano, il cui obiettivo principale è salvaguardare e valorizzare la “struttura profonda” del territorio, conciliando tutela e sviluppo sostenibile.
Il Ptm articola il territorio metropolitano in sette zone omogenee e mira a identificare aree con caratteristiche socio-economiche e territoriali simili.
Il Ptm si fonda sul concetto di “invarianti strutturali”, ovvero l’armatura territoriale persistente e resistente che ha plasmato il paesaggio nel tempo. “L’obiettivo – spiega Fratini- è tutelare queste strutture profonde e le loro relazioni, guidando la pianificazione verso uno sviluppo che rispetti l’identità del territorio”.
Il Ptm è stato approvato con i voti favorevoli del Pd e Uniti per la Città Metropolitana, l’astensione di Territori al centro e Territori beni comuni, contrari Centrodestra e Civici per il Cambiamento.
Ognuna delle sette Zone Omogenee, ha peculiarità geografiche, economiche e sociali illustrate nel dettaglio dall’architetto Davide Cardi che ha coordinato il gruppo di lavoro. Ecco cosa prevede per l’area di cui fa parte Bagno a Ripoli.
Area Fiorentina
Il cuore metropolitano, ad alta densità abitativa e di servizi, ha Firenze come fulcro. Comprende i comuni di Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino e Signa. (Piana Metropolitana)
Questa zona concentra oltre il 70% dei poli di attrazione metropolitana (il 50% nel solo comune di Firenze e il 21% nella cintura fiorentina). Gode della massima accessibilità, in particolare per quanto riguarda il trasporto pubblico su ferro, classificato come “veloce” (tempi di percorrenza ridotti verso gli hub). Dal punto di vista climatico, è l’area più calda del territorio, risentendo dell’effetto “isola di calore” urbano. Le infrastrutture idriche e fognarie sono molto sviluppate, con 17 impianti di depurazione a servizio dell’alta densità abitativa.
Quest’area è il fulcro socio-economico e infrastrutturale della Toscana, caratterizzata da un intenso sviluppo urbano e industriale che, dalla seconda metà del Novecento, ha profondamente modificato il territorio, in particolare la piana tra Firenze e Pistoia. Nonostante la sua centralità e la ricchezza di opportunità, l’Area Fiorentina presenta criticità legate alla disuguaglianza sociale, all’invecchiamento della popolazione in alcuni comuni e a problematiche ambientali come l’effetto isola di calore e le perdite della rete idrica.
La zona è ben servita da una fitta rete di trasporti (stradali e ferroviari) e infrastrutture, sebbene permangano sfide relative all’accessibilità del trasporto pubblico locale in alcune aree (es. Bagno a Ripoli) e alla velocità della rete digitale in altre (es. Fiesole, Calenzano, Lastra a Signa).
Il Piano Territoriale Metropolitano mira a recuperare e valorizzare le relazioni tra aree collinari e pianura, tutelare le “soglie” territoriali e promuovere uno sviluppo sostenibile che tenga conto delle specificità ambientali, fluviali (Arno, Pesa, Greve, Ema), storico-culturali e storico-agrarie identificate come Ambiti Territoriali di Interesse Metropolitano (Atim).

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