
Ha casa a Sant’Andrea a Morgiano, sulle colline tra Antella e Grassina, le radici ben piantate a Bagno a Ripoli e, da qualche settimana, le chiavi della gestione di uno dei club calcistici più blasonati al mondo. Massimo Calvelli, 51 anni, è il nuovo Chief Executive Officer (CEO) dell’AC Milan dal 26 giugno scorso. Una nomina prestigiosa che porta un pezzo fondamentale del nostro territorio ai vertici del calcio internazionale, in una fase delicata e cruciale per il rilancio del progetto rossonero targato RedBird.
Nato a Montevarchi il 16 novembre 1974, paese d’origine della madre, Calvelli è cresciuto fin da bambino a Bagno a Ripoli, dove la sua famiglia vive da sempre. Ha frequentato le scuole medie alla Granacci, poi l’Istituto Volta e successivamente si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Firenze.
Il suo nome è legato a doppio filo al tennis ripolese. Il padre, Piero Calvelli, è infatti lo storico maestro del Tennis Club Antella, una figura che da oltre quarant’anni rappresenta un punto di riferimento per generazioni di appassionati.
Proprio grazie al padre, Massimo impugna per la prima volta una racchetta. Dopo i primi insegnamenti arriva la crescita tennistica al Match Ball di Candeli, sotto la guida di Roberto Casamonti, fino a diventare uno dei migliori giovani talenti italiani.
I risultati parlano da soli: finalista ai Campionati Italiani Under 12, campione italiano Under 16 e semifinalista agli Australian Open juniores. Successivamente affronta il circuito professionistico ATP, raggiungendo il best ranking mondiale di numero 258.
A soli 22 anni sceglie però una strada diversa. Lascia il tennis agonistico e inizia una brillante carriera nel management sportivo internazionale.
Prima Chicago, con Amer Sports e il marchio Wilson. Poi Portland, in Oregon, dove Nike gli affida la gestione globale delle sponsorizzazioni nel tennis, seguendo campioni del calibro di Roger Federer, Rafael Nadal e Serena Williams.
Successivamente arriva a Londra, dove dal 2020 al 2025 ricopre il ruolo di amministratore delegato dell’ATP, guidando il tennis maschile professionistico in una fase di profonda trasformazione.
Nel 2025 viene chiamato da Gerry Cardinale in RedBird Capital Partners come responsabile degli asset sportivi del gruppo. Da quel momento segue da vicino il Milan, il Tolosa e gli altri investimenti sportivi del fondo americano, fino alla nomina, il 26 giugno scorso, ad amministratore delegato del club rossonero.
Una scelta sulla quale Cardinale non ha nascosto la propria fiducia: «Massimo si è distinto come leader e promotore di un modello organizzativo capace di valorizzare le persone e promuovere una cultura di collaborazione e professionalità».
Nonostante una carriera costruita tra Stati Uniti, Inghilterra e Italia, il legame con Bagno a Ripoli è rimasto saldo. E, quando gli impegni glielo permettono, Calvelli torna nel territorio dove è cresciuto. Oggi vive prevalentemente a Milano con la compagna e la loro bambina di sette mesi, ma le sue radici restano ben piantate sulle colline ripolesi.
La nomina al vertice del Milan rappresenta così anche un piccolo motivo d’orgoglio per Bagno a Ripoli: uno dei manager sportivi più stimati a livello internazionale ha iniziato il proprio percorso proprio qui, tra i banchi di scuola del territorio e i campi da tennis dove è cresciuto come atleta e come uomo.

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