
Depavimentare è utile, ma non basta se contemporaneamente si continua a consumare nuovo suolo. È la posizione di Per una Cittadinanza Attiva, che ha presentato osservazioni alla variante delle Norme tecniche di attuazione (NTA) del Piano operativo di Bagno a Ripoli, chiedendo di sospendere le previsioni urbanistiche che comportano perdita di terreno naturale e coperture arboree.
Secondo il gruppo consiliare, la variante introduce interventi di depavimentazione ma lascia intatte nuove possibilità edificatorie, soprattutto residenziali. Una contraddizione, considerato che a Bagno a Ripoli – secondo Cittadinanza Attiva – ci sarebbero circa 1.300 abitazioni sfitte e che la popolazione è in calo da anni.
La proposta è puntare sul recupero del patrimonio esistente, attraverso ristrutturazioni, demolizioni e ricostruzioni ed efficientamento energetico, anziché espandere ulteriormente le aree urbanizzate. Il territorio, ricorda il gruppo, ha già pagato un prezzo elevato in termini di consumo di suolo per opere come terza corsia dell’A1, variante alla Chiantigiana, infrastrutture della tramvia e Viola Park.
Per una Cittadinanza Attiva richiama anche il regolamento europeo sul ripristino della natura, che fissa al 2030 l’obiettivo di azzerare le perdite nette di verde urbano e copertura arborea. Chiede quindi che la variante introduca obiettivi ambientali misurabili e preveda compensazioni per le superfici verdi perdute.
La conclusione è affidata a uno slogan: «Non basta togliere oltre 300 metri quadrati di asfalto dal piazzale della scuola Redi: l’azione principale è non aggiungerlo!».

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