Un ponte tra passato e futuro, un omaggio alla storia locale e un atto di coraggio
imprenditoriale. Non sarà soltanto un’inaugurazione aziendale, ma una vera festa di paese. Domani, sabato 9 maggio, dalle 18, la famiglia Celli aprirà ufficialmente le porte della nuova sede di Unomille, nell’ex mulino Goggioli in via Chiantigiana 301, a Grassina. Una serata pensata soprattutto come ringraziamento alla comunità che in quasi mezzo secolo ha accompagnato la crescita dell’attività di vendita di pavimenti, rivestimenti e arredi per il bagno.
All’evento saranno presenti il sindaco Pignotti e la giunta comunale, insieme a tanti invitati, clienti, amici, cittadini di Grassina. Saranno offerti pizza e beveraggi vari; sottofondo di musica soft; taglio della torta previsto intorno alle 20.
“Vogliamo rivolgerci al pubblico – spiega Claudio Celli, che insieme al babbo Mario e al fratello Paolo, guida l’azienda – perché se siamo arrivati fin qui è grazie alla fiducia che i clienti ci hanno dato in tutti questi anni. Questa inaugurazione è soprattutto un modo per dire grazie”.
La storia dell’azienda parte da lontano. Era il 1979 quando Mario Celli aprì la prima sede in via Chiantigiana 226, accanto allo storico bar Cappelli, dove oggi si trova una lavanderia. Negli anni Novanta il trasferimento al numero 120 della stessa strada, nei locali dove oggi ha sede un centro yoga, seguito da un progressivo ampliamento dell’attività.
L’ultimo passo è appunto il trasferimento nell’antico mulino restaurato. Una struttura che permette di coniugare funzionalità e rispetto del contesto urbano. La nuova sede dispone infatti di circa 250 metri quadrati dedicati alla vendita, oltre a 500 metri quadrati di magazzino e stoccaggio, con piazzale e parcheggi per i clienti.
“Prima i corrieri erano costretti a scaricare in mezzo alla strada – racconta Claudio Celli –. Avevamo bisogno di una dimensione più adeguata, ma volevamo comunque restare in paese senza più creare disagi alla comunità”.
Il progetto di recupero dell’ex mulino è iniziato nel 2021 e ha comportato un investimento superiore al milione di euro tra acquisto e ristrutturazione. Oltre al restauro dell’edificio storico è stato realizzato anche un ampliamento interrato di circa 320 metri quadrati destinato a magazzino.
Grande attenzione è stata riservata alla conservazione della memoria storica del luogo. “All’esterno non abbiamo modificato niente – spiega Celli –. Tutto è stato ricostruito e restaurato nel rispetto della storicità dell’immobile”.
Davanti all’edificio campeggia una fontana con la scritta“L’antico molino del paese a vita nuova restituito”, omaggio alla celebre frase posta sull’arco di piazza della Repubblica a Firenze in ricordo del risanamento del ghetto, e una grande macina in pietra trovata durante i lavori di scavo. Un richiamo simbolico al recupero di un luogo identitario per Grassina e anche un omaggio alla famiglia Goggioli, storica proprietaria del mulino. “Per noi era importante non cancellare ciò che questo posto è stato. Anzi, volevamo valorizzarlo”.
Per questo, in ogni ambiente della nuova sede, è stato mantenuto un elemento del passato: la vecchia scala di legno, la ventola utilizzata per il raffreddamento dei motori, le longarine al soffitto alle quali erano appese le vasche oscillanti per il vaglio del macinato.
Nel 2019 l’azienda è stata inserita dal Comune di Bagno a Ripoli nell’elenco delle botteghe storiche. Oggi, con il trasferimento nell’antico mulino, la storia della famiglia Celli aggiunge un nuovo capitolo. E guarda anche avanti: “Adesso ci sono anche i figli miei e di mio fratello. Chissà che non possa arrivare il turno della terza generazione”.












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