Oggi mi prendo su QuiAntella un spazio personale. Spero che i lettori comprenderanno. L’avevo fatto anche per le nozze di mia figlia.
Ieri sera si è disputata la partita del campionato Amatori tra il Crc Antella e il Lanciotto Campi. Per la cronaca è finita 3-3: gol, spettacolo, contrasti rudi e tanta, tanta passione da entrambe le parti. Ma non è la cronaca della gara di cui voglio scrivere.
E’ stata la partita dell’addio al calcio giocato di Federico Matteini, mio figlio, che, giunto alla “veneranda” età di 37 anni, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo, come si usa dire. Dal prossimo anno farà l’allenatore degli Amatori.
Ieri ha salutato il gruppo di amici-tifosi sugli spalti da quel campo che lo vide tirare i primi calci, nel lontano 1995, nei pulcini dell’Antella.
Io c’ero allora, a vedere quel bambino rincorrere un pallone quasi più grosso di lui, e ho voluto esserci ieri sera, anche se il bambino è ormai un uomo.
Sono trascorsi trent’anni ma, mentre seguivo i suoi movimenti in campo, ho provato le stesse emozioni. Quelle non sono invecchiate, le ho ritrovate intatte senza rughe e capelli bianchi.
Federico è stato festeggiato dai compagni in campo e dal pubblico sulle tribune. Certamente un momento inebriante per lui. Ma anche per me.
“Bello uscire dal campo e trovare il babbo… come quando ero bambino”, ha scritto sul gruppo whatsapp di famiglia. Sì, bello.

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