
Tre giorni di creatività, tradizione e artigianato diffuso hanno animato Impruneta con Buongiorno Ceramica, la manifestazione nazionale che ha trasformato le storiche fornaci in laboratori aperti, capaci di intrecciare arte, cultura e territorio. Tra i protagonisti dell’edizione 2026 anche due cittadini di Bagno a Ripoli: l’artista grassinese Silvano Porcinai e Mila Scatena.
L’iniziativa è nata dalla sinergia tra il Comune di Impruneta, l’Associazione Italiana Città della Ceramica e le sette fornaci storiche del marchio C.A.T. – Sergio Ricceri, Poggi Ugo, Masini, Carbone, Pesci Giorgio e Figli, M.I.T.A.L. e Artenova – con la collaborazione di Art Art, Athena e Pro Loco Impruneta. Una rete compatta che ha saputo unire artigianato, pittura, danza, musica, teatro e degustazioni per valorizzare la terracotta nei luoghi stessi in cui nasce.

Nel pomeriggio di ieri, sabato 23 maggio, all’Antica Fornace Mariani – M.I.T.A.L., i visitatori hanno potuto assistere a un dialogo tra arti manuali e creatività. Silvano Porcinai si è cimentato in una sessione di scultura dal vivo, modellando la terracotta davanti al pubblico e dando forma a un’opera dedicata a San Martino nell’atto di donare il mantello al povero.
«Mi piace lavorare la terracotta, quella di Impruneta è la migliore, secondo la tradizione di Donatello – ha raccontato Porcinai –. Amo creare animali, in particolare tori e chimere, mi ispiro al Gianbologna».

Accanto a lui, Mila Scatena ha proposto una dimostrazione di ricamo a tombolo, antica tecnica fatta di intrecci pazienti e precisione artigianale, affascinando i presenti con il lavoro eseguito attraverso i fuselli.

«Il mio è un lavoro di tessitura che si chiama pizzo o merletto a tombolo o fuselli, che è il nome dei legnetti che si usano – ha spiegato Scatena –. È un lavoro che impegna mente e cuore. Ho sempre desiderato imparare, ma ne ho avuta occasione solo in età avanzata. Ora, però, lo insegno a tante allieve».
Due esperienze diverse, accomunate dalla stessa attenzione alla manualità e alla trasmissione del sapere, che hanno portato un pezzo di Bagno a Ripoli nel cuore della tradizione imprunetina della terracotta.

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