
Dopo le dimissioni di Paolo Nencioni (vedi articolo), la Misericordia di Antella ha un nuovo governatore: è Simone Pinzauti, storico confratello dell’associazione, iscritto dal 1980 e già componente del Magistrato una ventina di anni fa. Un ritorno a un impegno diretto che Pinzauti affronta con la consapevolezza delle difficoltà, ma anche con l’idea che la Misericordia debba continuare a essere sempre più parte della comunità.
Pinzauti, come mai è cambiato il governatore?
“I governatori cambiano. Paolo Nencioni era stato riconfermato, poi ha ritenuto di presentare le dimissioni. Forse sentiva anche il peso delle tante iniziative portate avanti in questi anni. Sono state molte e bisogna essere grati a Paolo per l’impegno che ha messo, perché è un incarico gravoso. Si è quindi arrivati a un cambio. Per me non è una cosa semplice: non sono in pensione (Pinzauti svolge l’attività di dottore forestale ndr) e ho accettato chiedendo però il sostegno totale di tutto il Magistrato. Per affrontare questo servizio ho bisogno dell’aiuto di tutti”.
Da quanto tempo è nella Misericordia di Antella?
“Sono iscritto alla Misericordia dal 1980. Ero già stato nel Magistrato una ventina di anni fa, poi per motivi di lavoro non avevo più potuto continuare. Sono ripartito con il servizio dei fratelli e tre anni fa ho ricominciato a dare una mano anche nel Magistrato. Adesso mi stanno tutti aiutando e da solo non ce la farei. Sarà una gestione di squadra”.
Quali sono i progetti per il futuro?
“Devo ancora fare mente locale. Per ora l’obiettivo è portare avanti i servizi che già facciamo e svilupparli nel modo migliore possibile per la popolazione. Vorrei anche riuscire a estendere le attività dei volontari, in un momento nel quale c’è una crisi generalizzata del volontariato. Sarei già contento di riuscire a mantenere lo standard di gestione che abbiamo raggiunto”.

Che rapporti terrà con la Croce Rossa di Bagno a Ripoli e con la Fratellanza Popolare di Grassina?
“Io ho sempre lavorato in gruppi multidisciplinari e credo molto nella sinergia. Non credo nell’individualità. Quello che possiamo fare insieme va fatto. Non credo alle isole, ma alla comunità. Credo quindi che la collaborazione tra le associazioni sia fondamentale”.
L’aumento dei costi, a cominciare dalla benzina, crea problemi alla Misericordia?
“È un problema reale che ci mette in difficoltà e ci impedisce anche di estendere i servizi. Facciamo tanti chilometri. Sarebbe bello che i servizi svolti dalle associazioni di volontariato non dovessero dipendere dal sostegno pubblico, ma è evidente che, senza questo sostegno, molti servizi in più non si potrebbero fare. Oggi, di fatto, diventiamo quasi un sostituto del servizio pubblico e quindi credo che dovrebbe esserci un riconoscimento e un sostegno maggiore”.
Qual è il suo primo messaggio agli abitanti di Antella?
“Noi ci siamo e siamo al servizio della comunità. La Misericordia di Antella è fortemente radicata nel paese. Chi vuole darci una mano si faccia avanti. Servono soccorritori esperti, naturalmente, ma c’è bisogno anche di chi possa dare una mano nelle piccole cose. Non siamo soltanto le ambulanze con la sirena. Ci sono tante attività nelle quali i cittadini possono essere utili. E siamo aperti anche alle idee: cittadini e associazioni possono venire da noi e proporre, confrontarsi, collaborare. La Misericordia è della comunità e deve continuare a lavorare per la comunità”.

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