
C’è una storia che parte da lontano, addirittura dalla metà degli anni Sessanta, e che adesso presenta il conto ai Comuni che, a vario titolo, ne sono stati protagonisti. Tra questi c’è anche Bagno a Ripoli, che potrebbe trovarsi a dover contribuire con una cifra vicina a 1,7 milioni di euro alla bonifica di una vecchia discarica nel territorio di San Casciano in Val di Pesa. Una somma tutt’altro che trascurabile per le casse comunali, anche se l’intenzione, almeno per il momento, è quella di non mettere mano al bilancio e cercare le risorse necessarie attraverso finanziamenti regionali o ministeriali.
La vicenda riguarda l’ex discarica SASPI di Ponte a Cappello, dove sono ancora presenti cumuli di rifiuti, in parte costituiti dalle ceneri dell’inceneritore che funzionava nella località Sibille, sempre nel territorio di San Casciano.
Per capire perché Bagno a Ripoli sia coinvolto bisogna tornare al 1977. In quell’anno venne stipulata una convenzione quinquennale tra Saspi e sei Comuni: Bagno a Ripoli, Greve, Impruneta, San Casciano, Scandicci e Tavarnelle. L’accordo riguardava la gestione dell’impianto di smaltimento dei rifiuti e prevedeva che i residui della lavorazione fossero depositati in un’area messa a disposizione dai Comuni. La località individuata fu Ponte a Cappello nel comune di San Casciano.
La discarica venne definitivamente chiusa il 31 gennaio 1985, ma la sua storia era tutt’altro che conclusa. Nel frattempo erano emersi problemi legati all’occupazione dei terreni, di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, che nel 1987 citò in giudizio il Comune di San Casciano chiedendo un risarcimento e il risanamento ambientale dell’area.
La controversia si concluse soltanto nel novembre 1999 con una transazione: i sei Comuni coinvolti acquistarono i terreni occupati dalla discarica, diventandone comproprietari in proporzione alle rispettive quote. A Bagno a Ripoli venne attribuito il 21,56%, una percentuale che ancora oggi determina la sua partecipazione agli oneri dell’intervento.
Da allora sono passati altri 27 anni, tra indagini ambientali, caratterizzazioni del terreno, analisi, progetti e conferenze dei servizi. Nel corso degli accertamenti sono stati individuati ulteriori cumuli di scorie, rendendo necessari approfondimenti e modifiche al progetto iniziale.
Adesso si è arrivati a un passaggio importante. Il progetto definitivo di bonifica, approvato in linea tecnica dalla Giunta comunale di San Casciano il 29 dicembre 2025, è stato recepito anche dalla Giunta di Bagno a Ripoli con una deliberazione del 22 ottobre scorso. Non si tratta ancora dell’avvio dei lavori, ma di un passo avanti nell’iter amministrativo e nella ricerca delle risorse necessarie.
Il conto complessivo, secondo il quadro economico del progetto definitivo, è di 7 milioni 990mila 218 euro. Applicando a questa cifra la quota del 21,56% attribuita a Bagno a Ripoli, la partecipazione del Comune ripolese sarebbe di circa 1 milione e 723mila euro. La cifra definitiva, precisa la deliberazione, potrà essere stabilita soltanto dopo la progettazione esecutiva.
Ma attenzione: non significa che Bagno a Ripoli dovrà necessariamente sborsare questi soldi. La stessa delibera approvata dalla Giunta mette nero su bianco l’impegno a sostenere il Comune di San Casciano, che coordina l’intervento, nella ricerca dei finanziamenti. La strategia condivisa dai Comuni è infatti quella di reperire le risorse necessarie attraverso canali di finanziamento sovracomunali, in particolare regionali o ministeriali, evitando che il peso dell’operazione ricada sui rispettivi bilanci.
Il progetto prevede la messa in sicurezza permanente dei tre principali cumuli di rifiuti, con la risagomatura delle scarpate, opere di contenimento e impermeabilizzazione, oltre alla rimozione di altri materiali presenti nell’area. Sono previsti anche interventi per proteggere i cumuli dall’erosione del fiume Greve, ripristinare la sezione di un fosso e procedere al rimboschimento delle zone esterne non interessate dalle lavorazioni.
A coordinare l’intera operazione sarà il Comune di San Casciano, sul cui territorio si trova l’ex discarica. Bagno a Ripoli, insieme agli altri Comuni comproprietari, dovrà contribuire alla ricerca delle risorse, perché il costo è ingente e senza contributi esterni (Stato o Regione) difficilmente si passerà dalle intenzioni alla fase operativa.
