
Entra chiede superalcolici e al rifiuto partono offese e inacce. Poi scaglia contro gli addetti al bar tutto ciò che trova sul banco. Infine esce e danneggia le auto in sosta. Talvolta viene fermato dai carabinieri. Ma dopo un’ora è di nuovo a piede libero. Libero di seminare il panico a Grassina.
Un copione che ormai si ripete da settimane nel paese (vedi articolo) e che ieri, sabato 7 novembre) ha avuto di nuovo come teatro il Circolo Acli. Questo il racconto dei diretti interessati:
Ennesimo pomeriggio di tensione al nostro Circolo Acli. Il pluriconosciuto D. P. ha nuovamente seminato panico.
Alla richiesta negata di superalcolici da parte dei nostri volontari, ha scagliato contro di loro quello che c’era sul bancone. Fortunamente senza conseguenze. Con un pennarello indelebile ha scarabocchiato alcune auto parcheggiate fuori scontrandosi poi con i proprietari.
I carabinieri subito chiamati sono arrivati in 10 minuti provenienti da Firenze, ma all’arrivo non lo hanno trovato in quanto, nel frattempo si era allontanato. Non hanno quindi potuto procedere. Venerdi scorso, un pomeriggio analogo, arrestato e rilasciato in termine di 1 ora.
La conseguenze é stata di chiudere Il circolo in anticipo alle 18.30, per evitare nuove difficoltà alle nostre volontarie in caso di ritorno.
Questa è la cronaca di un ulteriore pomeriggio difficile al nostro Circolo.
Sicuramente le norme attuali e i servizi sociali anche se presenti sul territorio, non riescono ad arginare un soggetto che a questo punto rasenta l’ ordine pubblico.
Facciamo nuovo appello alle istituzioni locali, alla luce di quanto già espresso dal sindaco nei giorni scorsi della richiesta di collaborazione anche da parte della prefettura.
Purtroppo però la tutela dei volontari e soci del circolo, necessità di interventi immediati. Non possiamo aspettare che probabilmente prima o poi la situazione degeneri con danni più seri o peggio.
Spiace fare allarmismo per 1/2 soggetti che dovrebbero sicuramente essere curati maggiormente. Ma servono soluzioni immediate, (un vigilante all’ingresso o un immediato allarme alle forze dell’ordine preventivo..?) in difesa di associazioni come la nostra, presenti sul territorio per facilitare e promuovere quello che rimane della coesione sociale ma anche civile di un paese come Grassina.
L’appello segue la lettera aperta inviata nei giorni scorsi dal sindaco Francesco Pignotti alla Prefettura (vedi articolo) e l’analoga iniziativa da parte della Confesercenti di zona.
Il carcere non è la soluzione ideale per questo idndividuo con problemi mentali (già in cura al Serd). Ma non lo è neanche lasciarlo libero di terrorizzare un paese. In attesa di individuare una terza via, fra le due “non soluzioni” va scelta quella che tutela la maggioranza dei cittadini.

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