
Bagno a Ripoli conferma la propria vocazione alla solidarietà e alla cultura del dono. È stato questo il messaggio emerso giovedì pomeriggio al Media Center del Viola Park durante “Insieme per la Vita – Percorsi di donazione e trapianto”, l’iniziativa promossa e organizzata dal Comune di Bagno a Ripoli per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della donazione di organi, tessuti, sangue e cellule staminali.
L’incontro ha riunito istituzioni, professionisti del settore sanitario, medici, operatori e cittadini in un momento di approfondimento e confronto dedicato a un tema che può cambiare radicalmente la vita delle persone. Particolarmente toccanti le testimonianze di chi ha affrontato il percorso del trapianto, ritrovando salute, autonomia e una nuova prospettiva di futuro grazie alla generosità di un donatore.

Ad aprire i lavori sono è stato il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti che ha introdotto il dibattito moderato dal giornalista di Repubblica Michele Bocci. Vi hanno partecipato il coordinatore donazioni e trapianti dell’Area Vasta Centro Daniele Cultrera, la direttrice del Centro regionale sangue Simona Carli, il coordinatore del Programma trapianto renale della Regione Toscana Alberto Rosati.
Al centro dell’incontro l’importanza dell’informazione e della sensibilizzazione. «L’obiettivo è far crescere la consapevolezza dei cittadini», ha sottolineato il sindaco Pignotti, evidenziando anche il ruolo che le scuole potrebbero svolgere attraverso incontri e testimonianze dirette rivolte ai giovani.
Bagno a Ripoli si conferma tra i comuni più virtuosi d’Italia per quanto riguarda la disponibilità alla donazione degli organi. Come ricordato dal sindaco, l’84,4% dei cittadini che si esprimono al momento del rinnovo della carta d’identità sceglie di dire sì alla donazione, una percentuale nettamente superiore sia alla media nazionale, ferma al 65,3%, sia a quella regionale, pari al 74%.

Un dato incoraggiante che però non elimina alcune criticità. Daniele Cultrera ha evidenziato come molte persone continuino a non esprimersi sulla volontà di donare i propri organi dopo la morte. «Chi non sceglie lascia la decisione ai familiari, caricandoli di una responsabilità molto delicata in un momento già difficile», ha spiegato, sottolineando anche la necessità di una formazione specifica per gli operatori degli uffici anagrafe affinché possano rispondere correttamente ai dubbi dei cittadini al momento del rinnovo della carta d’identità”.
Cultrera ha inoltre richiamato l’attenzione sulle numerose false informazioni che continuano a circolare sul web. Tra le fake news più diffuse, quelle secondo cui i medici non farebbero tutto il possibile per salvare una persona o procederebbero al prelievo degli organi prima dell’accertamento della morte. «Sono affermazioni completamente prive di fondamento», ha ricordato, ribadendo le rigorose procedure previste dalla legge italiana.

Nel corso del dibattito è emerso anche il ruolo di primo piano della Toscana nel settore delle donazioni e dei trapianti. Alberto Rosati ha ricordato come la regione sia tra le realtà leader a livello nazionale, pur dovendo fare i conti con il problema delle liste d’attesa. Attualmente in Italia sono circa 8mila le persone in attesa di un trapianto, di cui circa 6mila per un rene, con tempi medi che si aggirano intorno ai tre anni.
Fondamentale anche il tema della donazione del sangue. Simona Carli ha evidenziato come non sia possibile effettuare trapianti senza adeguate disponibilità di sangue. La Toscana è attualmente autosufficiente, ma il fabbisogno resta elevato. Se spesso si associa il sangue agli interventi chirurgici o agli incidenti, il 60% delle trasfusioni è destinato a pazienti oncologici che necessitano di cure continuative.

Tra gli aspetti meno conosciuti emersi durante l’incontro anche l’assenza di limiti anagrafici assoluti per la donazione degli organi. È stato ricordato il recente caso all’ospedale di Torregalli di una donatrice ultracentenaria il cui fegato è stato trapiantato con successo a una persona di circa cinquant’anni.
L’iniziativa nasce dalla mozione presentata da Katia Bruzzese approvata nei mesi scorsi dal Consiglio comunale di Bagno a Ripoli per promuovere la cultura della donazione. Un percorso che l’Amministrazione intende proseguire, convinta che una corretta informazione possa contribuire ad aumentare ulteriormente la consapevolezza dei cittadini e trasformare un gesto di generosità in una concreta opportunità di vita per migliaia di persone.

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