
La Casa del Popolo di Grassina e l’Asd Virtus Lilliano prendono posizione sull’ipotesi di un possibile approdo della squadra Juniores dell’Antella 99 nell’impianto sportivo di via Bikila. Con un comunicato congiunto, le due realtà chiariscono di aver respinto la proposta, spiegando le ragioni della loro scelta.
Nel documento viene innanzitutto precisato che il rifiuto non è dettato da motivi di ostilità nei confronti dell’Antella 99. “Rispettiamo la storia, i dirigenti e gli atleti della società”, sottolineano CdP e Virtus Lilliano, evidenziando come la decisione sia invece legata alla tutela dell’identità della Casa del Popolo e al forte legame che l’impianto sportivo ha con la comunità di Grassina.
Al centro della riflessione c’è anche il ruolo che la Virtus Lilliano svolge all’interno della struttura. Secondo quanto spiegato nel comunicato, il rapporto con la Casa del Popolo va ben oltre il semplice utilizzo del campo: si fonda sull’impegno quotidiano dei volontari, sulla partecipazione alla vita associativa e sul contributo alla gestione, alla manutenzione e alla valorizzazione dell’impianto.
Un modello, spiegano, basato sulla condivisione, sul volontariato e sul senso di appartenenza, che le due realtà intendono preservare. Per questo motivo ritengono che l’eventuale presenza di una società esterna, con un rapporto limitato all’affitto degli spazi, rappresenterebbe una realtà diversa dalla filosofia che caratterizza la Casa del Popolo.
Nel comunicato viene richiamato anche un aspetto storico e identitario. L’impianto della CdP viene definito uno dei luoghi simbolo del calcio grassinese e, pur ospitando oggi la Virtus Lilliano, continua a rappresentare un patrimonio sportivo molto sentito dalla cittadinanza.
Infine, la nota affronta il tema della storica rivalità sportiva tra Grassina e Antella. Secondo CdP e Virtus Lilliano, l’eventuale presenza della formazione Juniores dell’Antella 99 non sarebbe condivisa da una parte significativa della comunità locale.
“Si tratta di una valutazione che nasce dal rispetto della storia e del sentimento della comunità. Se volete lo potete chiamare campanilismo, per noi è sano senso di appartenenza”, concludono i firmatari, ribadendo così la decisione di non accogliere la proposta.

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