
A Mondeggi si coltiveranno anche benessere e salute. Accanto agli ulivi, ai campi e ai boschi che stanno tornando protagonisti della tenuta, prende forma un progetto che affida alla natura un ruolo in più: quello di diventare parte di percorsi dedicati alle persone che affrontano la malattia e, in particolare, ai pazienti oncologici.
È stato infatti autorizzato il percorso verso la certificazione Biodiversity Friend Forest – Therapy, lo standard sviluppato dalla World Biodiversity Association e da TeFFIt – Terapie forestali italiane – per qualificare la biodiversità degli ambienti forestali destinati ad attività legate alla salute.
L’obiettivo è realizzare a Mondeggi un “bosco terapeutico”, un luogo nel quale alberi, ambiente naturale e biodiversità possano diventare parte di percorsi rivolti al benessere psicofisico e alla qualità della vita.
Il progetto è promosso dalla Società della Salute Sud Est e dal Comune di Bagno a Ripoli, insieme alla Fondazione Santa Maria Nuova, guidata dal presidente Giancarlo Landini, e all’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, con il Dipartimento di Oncologia diretto da Simona Pino e quello di Geriatria diretto da Enrico Benvenuti.

La certificazione rappresenta il primo passo verso la qualificazione di un’area della tenuta di Mondeggi come spazio destinato alla terapia forestale. Non sarà quindi semplicemente un bosco nel quale passeggiare, ma un ambiente sottoposto a specifici criteri di valutazione della biodiversità e delle caratteristiche utili alla fruizione per attività di benessere e salute.
Le terapie forestali, attraverso l’immersione nell’ambiente naturale, sono oggetto di studi che ne hanno analizzato gli effetti su diversi parametri fisiologici e psicologici, fra i quali stress, ansia, pressione arteriosa, frequenza cardiaca e livelli di cortisolo. L’esperienza nel bosco viene considerata un possibile strumento complementare per favorire il benessere e la qualità della vita.
Per Mondeggi si apre così un’altra prospettiva nel percorso di valorizzazione della tenuta: non soltanto agricoltura, paesaggio, biodiversità e recupero del patrimonio, ma anche natura come posto di relazione, prevenzione e benessere, con particolare attenzione alle persone più fragili.
Dopo anni di progetti e trasformazioni, Mondeggi aggiunge dunque un’altra caratteristica alla sua futura identità: luogo di cura.

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