
Sindaco Francesco Pignotti, il Grassina ha annunciato ufficialmente che presenterà domanda di ripescaggio in Serie D. Nei giorni scorsi il patron Tommaso Zepponi ha lanciato un appello al territorio per trovare nuovi sostenitori economici. Quale può essere il ruolo del Comune?
«Avere una squadra in Serie D è un obiettivo che auspico, perché dà prestigio al territorio e lo rende ancora più attrattivo anche dal punto di vista sportivo. Vale per il calcio come per tutte le altre discipline. Anzi ci tengo a ribadire che il nostro sforzo riguarda tutti gli sport. Capisco l’appello di Zepponi, perché conosco i costi che comporta affrontare un campionato di Serie D. Lui si rivolge alla comunità e il sindaco è il rappresentante della comunità: se potrò dare una mano mettendo in contatto la società con realtà imprenditoriali interessate, lo farò. Il Grassina non è solo la prima squadra: coinvolge famiglie, bambini e un importante valore sociale».
Oggi il Grassina rappresenta la punta di diamante del calcio ripolese, in un Comune che conta ben cinque società.
«È vero. Restando a Grassina c’è la novità della Virtus Lilliano, che ha sfiorato la promozione in Seconda Categoria. È un progetto a cui tengo molto: ragazzi che dedicano tempo ed energie non solo a un’ambizione sportiva, ma anche a trasformare il campo della Casa del Popolo in un luogo di aggregazione. Stanno svolgendo un lavoro sociale importante».
Un modello simile a quello dell’Antellese.
«Sono d’accordo. L’Antellese ha conquistato la promozione in Seconda Categoria e ha vinto anche la Coppa provinciale e regionale. In un solo anno di vita è riuscita a coinvolgere una larga parte degli appassionati dell’Antella, collaborando con Crc e Centro commerciale e ridando vita allo storico campo del Circolo. Ho visto dirigenti e giocatori integrarsi con il paese attraverso iniziative benefiche e momenti di aggregazione».
Poi c’è il Bagno a Ripoli, protagonista di un campionato tranquillo di Seconda Categoria.
«Anche quello è un impianto fondamentale per il capoluogo, valorizzato dalla vicinanza al parco di Sorgane e dal futuro arrivo della tramvia. Dopo il rifacimento del terreno di gioco, insieme alla società pensiamo a ulteriori miglioramenti: tribune più funzionali e nuovi spazi di aggregazione».
Diversa la situazione dell’Antella99, che dopo una stagione di Eccellenza giocata a Bagno a Ripoli cerca ancora una sede per il prossimo campionato.
«Da sindaco non mi interessa ricostruire le vicende del passato. Il mio obiettivo è guardare avanti. L’Antella99 ha fatto molto bene, ha una proprietà che può investire e una dirigenza di livello con legittime ambizioni. Il mio obiettivo è riconnettere la società alla frazione. Per questo intendo mettere intorno a un tavolo Comune, Circolo, Antella99 e Antellese per pensare a come realizzare un’area sportiva adeguata al paese, senza progetti faraonici, che consenta a entrambe le società di giocare all’Antella».
Negli ultimi giorni si è parlato di una possibile sinergia tra il patron dell’Antella99, Gregory Fancelli, e Zepponi: sostegno economico al Grassina in cambio della condivisione del Pazzagli per le partite di campionato.
«Ho letto le dichiarazioni rilasciate a QuiAntella (vedi articolo). La nostra priorità è che ogni squadra giochi nell’impianto della propria frazione. Il dialogo tra i due patron è positivo, ma credo che debbano confrontarsi anche con dirigenti e tifosi. Non so se Fancelli abbia chiesto ai sostenitori dell’Antella99 dove ritengano più giusto investire, né se Zepponi abbia sentito i tifosi del Grassina su una possibile presenza dell’Antella99 al Pazzagli di cui il Grassina ha la gestione ancora per diversi anni».
Qual è la posizione del Comune?
«A breve convocherò i vertici delle cinque società di calcio per presentare la nostra visione sotto il profilo sportivo, impiantistico e sociale. Vedremo quali soluzioni potranno emergere. La linea guida resta chiara: ogni squadra deve poter disporre di impianti adeguati nella propria frazione».
C’è la possibilità di ampliare ulteriormente il Pazzagli utilizzando l’area privata adiacente?
«Sì, è un’ipotesi concreta. Le due grandi previsioni urbanistiche sportive riguardano l’ampliamento dell’area dell’Antella, aperta anche ad altre discipline oltre al calcio, e il potenziamento del centro sportivo di di Belmonte, per offrire più spazio a una società con ambizioni importanti. Vorrei almeno riuscire a impostare questi due tasselli: una comunità con più spazi per lo sport funziona meglio».

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