

Aprirà a gennaio il nuovo polo infanzia in via di Belmonte, di fronte alla biblioteca comunale. “Sì, c’è un ritardo rispetto al nostro obiettivo di averlo pronto già per questo settembre – ha ammesso il sindaco Francesco Pignotti, ieri, durante l’incontro con i genitori interessati -. Il problema è che l’impresa non ha rispettato il cronoprogramma previsto nonostante la costante pressione dei nostri uffici. Però abbiamo la certezza che a gennaio tutto sarà pronto, i collaudi effettuiati e sistemato anche il giardino introno ai due edicifici: nido (3-12 mesi) e infanzia (12-36 mesi). Con questa nuova strutura contiamo di cancellare la lista di attesa a Bagno a Ripoli”.
Nell’occasione è stato annunciato anche il nome del nuovo nido: si chiamerà Colibrì e si affiancherà ai nidi già esistenti: Arabam (Osteria Nuova), Cordiandolo (Balatro), Chicco di grano (Capannuccia). L’offerta di posti passerà dagli attuali 111 (dei quali 66 a tempo lungo) a 140 con oltre il 90% a tempo lungo. “Il nido è un servizio importante per due motivi – ha detto il sindaco -: il percorso educativo del bambino e il supporto ai genitori che lavorano”.

Per evitare di interrompere la continutà del luogo dove il bambino viene inserito, i trasferimenti dai nidi attuali al nuovo avverranno solo su richiesta dei genitori. Per questo da gennaio si prevede l’utilizzo dei locali al 75%. Saranno create due sezioni a tempo lungo, da 16 posti l’una, che ospiteranno i trasferiti da Arabam e Coridandolo, con relative educatrici della Cooperativa Arca. Una terza sezione sarà dedicata alla fascia attualmente scoperta dei lattanti (3-12 mesi), con 12 posti a tempo lungo e 4 a tempo corto.
Dalla stagione successiva il Colibrì sarà utilizzato al pieno della sua potenzialità.
Partirà invece a pieno regime (75 posti) la materna (3-6 anni). A gennaio vi saranno trasferiti tutti i bambini dell’ex asilo Milani di via di Tegolaia, momentaneamente ospitati nei locali dell’elemementare Marconi. Nell’occasione – questa l’intenzione del sindaco – verrà ritoccato il nome aggiungendo il “don” che meglio identifica l’intitolazione al sacerdote di Barbiana.

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