
In vista dell’imminente assemblea dei sindaci di Ato Toscana Centro chiamata ad approvare il nuovo Piano economico finanziario (PEF) di Alia, l’Unione cittadini “Taric sì ma non così” torna a chiedere un cambio di rotta nella gestione del servizio rifiuti.
Il comitato ha inviato una Pec a tutti i sindaci del territorio, quindi anche a quello di Bagno a Ripoli, chiedendo che i ricavi derivanti dalla raccolta differenziata vengano destinati prioritariamente a ridurre le bollette di famiglie e imprese, anziché contribuire agli utili del gestore o ai dividendi distribuiti ai Comuni soci.
Secondo l’associazione, il valore economico prodotto dalla raccolta differenziata – attraverso la vendita dei materiali ai consorzi di filiera e il risparmio sui costi di smaltimento – dovrebbe tradursi in un beneficio diretto per i cittadini che ogni giorno separano carta, vetro, plastica, metalli e organico.
“I cittadini non possono lavorare gratis per produrre ricavi destinati ad altri mentre le bollette continuano ad aumentare – si legge nella lettera inviata ai sindaci –. La raccolta differenziata deve tornare a essere uno strumento per tutelare l’ambiente e, allo stesso tempo, abbassare il costo del servizio”.
Nel documento il comitato affronta anche il tema dei controlli sul gestore, sostenendo che l’Autorità d’ambito rischierebbe di non avere risorse e competenze sufficienti per verificare in modo autonomo i dati economici presentati da Alia.
“L’Ato – afferma l’Unione – deve poter svolgere verifiche indipendenti. Senza personale specializzato e pieno accesso ai dati esiste il rischio di uno squilibrio tra controllore e controllato”.
Per il comitato, la decisione che l’Assemblea dei sindaci sarà chiamata a prendere nelle prossime settimane rappresenta un passaggio decisivo non solo sul piano economico, ma anche su quello della trasparenza e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
L’Unione “Taric sì ma non così” conclude il proprio appello chiedendo ai sindaci di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo politico affinché, sostiene, “i benefici economici generati dall’impegno dei cittadini nella raccolta differenziata tornino nelle bollette e non nei bilanci aziendali”.

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