
Nella notte tra mercoledì e giovedi scorsi è venuta a mancare Franca Migliorini, aveva 98 anni, abitava all’Antella. Giovedì e ieri il triste pellegrinaggio di chi la conosceva alle cappelle del commiato della Misericordia.
Questo il ricordo affezionato che il figlio Tiberio Bacci ha affidato a QuiAntella.
Voglio premettere prima di tutto che non amo le celebrazioni; ho deciso di approfittare di questo spazio che mi è stato offerto soprattutto per manifestare l’appezzamento dei familiari per la testimonianza di affetto che tante persone hanno voluto portare a Franca in questi giorni.
E’ stata per noi un grande aiuto la vostra vicinanza e, molte volte, la possibilità di ricordare con voi tanti episodi della vita di Franca alcuni dei quali anche a me sconosciuti. L’affetto e la partecipazione che abbiamo percepito da parte di persone della sua generazione (sempre meno purtroppo) ma anche da altre molto più giovani è stato per noi veramente di grande aiuto.
Detto ciò vorrei provare a parlare di Franca per come la conoscevo io; tralascerò la sua storia di impegno politico, civile e sociale, fin dal dopoguerra, soprattutto in difesa dei diritti delle donne e comunque per qualsiasi idea che ritenesse giusta, storia che molti già conoscono, ma vorrei parlare di Franca come persona e come mamma. Premetto che Franca, prima di tutto, era mia madre e questo, comprenderete, influenzerà il mio giudizio; ebbene posso dire che Franca era tutto quello che è una madre e poi una nonna, amorevole, attenta, presente ma era anche una madre ingombrante; era per carattere una persona che aveva delle idee e che sosteneva fino in fondo ma sempre pronta alla discussione; abbiamo passato ore a discutere di tanti argomenti e non credo di averla mai convinta a cambiare idea. Ha sempre fatto quello che riteneva giusto senza tener conto delle conseguenze. Potevo parlare con mia madre di qualsiasi cosa e la trovavo sempre lucida e informata e anche ultimamente che era costretta a guardare molto la televisione, seguiva quasi sempre ciò che accadeva nel mondo avendo ancora la capacità di indignarsi e preoccuparsi soprattutto in questo ultimo periodo.
Mi fermo qui ma voglio farvi partecipi di un pensiero che la morte di Franca mi ha riportato alla mente da lontani periodi scolastici e che ho ovviamente adattato: se ipoteticamente il Colosseo o il Pantheon fossero distrutti, ci consolerebbe il fatto che erano monumenti ormai molto vecchi? Credo, con le dovute proporzioni, che i tanti che hanno vissuto la mia stessa esperienza si siano resi conto che la gravità di una perdita non dipende dall’età ma del valore di questa.
Ancora grazie a tutti a nome mio e dei miei familiari.
Tiberio Bacci
All’amico Tiberio e a tutta la famiglia di Franca Migliorini, la condoglianze di QuiAntella.

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