
Nel dibattito su passato, presente e futuro della tenuta di Mondeggi interviene Francesco Casini, consigliere regionale e ex sindaco di Bagno a Ripoli.
Sul recupero di Mondeggi voglio innanzitutto dire che sono felice che il percorso di ristrutturazione stia andando avanti e che i lavori stiano procedendo bene. Ci abbiamo lavorato molto, soprattutto durante il mio secondo mandato da sindaco di Bagno a Ripoli, insieme anche all’allora sindaco metropolitano Dario Nardella. Già nel primo mandato avevamo ridato vita al parco sotto la villa grazie a finanziamenti europei e successivamente, nel 2022, abbiamo candidato con successo Mondeggi ai progetti Pnrr. Voglio ringraziare anche i tecnici per il grande lavoro svolto. Quel percorso ha portato all’arrivo di oltre 50 milioni di euro, una cifra straordinaria senza la quale sarebbe stato impossibile recuperare un patrimonio storico, rurale e ambientale così importante.
Per quanto riguarda il bando relativo alla gestione della tenuta, non posso esprimere giudizi approfonditi perché non ho potuto seguirne direttamente l’iter negli ultimi anni, non si tratta di una competenza regionale che è il ruolo che ricopro attualmente. Pur avendo esperienza sul tema Mondeggi, nessuno mi ha mai coinvolto direttamente nella fase relativa al progetto di gestione, cosa che considero corretta dal punto di vista istituzionale e nel rispetto dei ruoli.
Non ho mai avuto un conflitto né un approccio prevenuto nei confronti di Mondeggi Bene Comune. Certo, da sindaco e da rappresentante delle istituzioni, non ho mai potuto accettare l’occupazione abusiva della tenuta, da cui negli anni sono discese feste non autorizzate, centri estivi non autorizzati, vendita abusiva di prodotti e altre iniziative fuori dai perimetri della legalità. Ho incontrato il gruppo, a volte alcuni singolarmente, ed ho sempre detto con chiarezza che la strada della legalità era l’unica percorribile se si voleva arrivare a istituzionalizzare quel progetto. Senza legalità non avrebbe avuto senso nemmeno aprire un confronto. Allo stesso tempo, però, ho sempre ribadito la mia disponibilità a collaborare nel momento in cui chi occupava la tenuta fosse rientrato dentro percorsi riconosciuti e legali. E questo, nel tempo, è avvenuto anche grazie all’impegno di chi, all’interno di quel gruppo, ha scelto di non restare nell’illegalità.
Il progetto Pnrr non specificava con puntualità la modalità di gestione della tenuta, ma prevedeva già forme di collaborazione con realtà associative e sociali come Mondeggi Bene Comune. Ho sempre ritenuto possibile, e anche giusto visto il recupero agricolo fatto su alcuni poderi, che una volta inseriti in un quadro formalmente riconosciuto questi potessero arrivare a gestire alcuni spazi, come Cuculia e altri beni, oltre ai terreni, della tenuta. Devo ancora approfondire nel dettaglio i progetti ammessi, certamente colpisce che adesso quasi tutta la tenuta, ad eccezione della villa, sia stata assegnata a Mondeggi Bene Comune: forse poteva anche essere attivata, e sarebbe stato un “plus”, una coesistenza con altre esperienze associative.
Sono molto contento della presenza di realtà come Aiaba, già attiva nel contesto di Mondeggi con la Casa di Aldo, bellissimo progetto sociale sull’autismo e sull’autonomia su cui abbiamo lavorato molto negli anni, così come della presenza di Artemisia. Su questi soggetti sono certo che vi sia un forte valore sociale. E spero potranno esserci ulteriori possibilità di costruzione di percorsi di inclusione e sostegno alle fragilità.
Quello che certamente dovrà restare centrale è che Mondeggi continui a essere una tenuta aperta a tutti, accessibile alla comunità, e che non diventi all’opposto di adesso una sorta di “fattoria con padroni”. Serviranno dunque rispetto delle regole, un rapporto corretto e costante con le istituzioni. Servirà’ apertura. Servirà grande attenzione agli agricoltori e alle imprese del territorio che operano con non pochi sacrifici, attenzione a non creargli, gestendo un bene pubblico recuperato con risorse pubbliche, concorrenza e disparità. Servirà la prosecuzione del recupero delle aree agricole ancora abbandonate di una tenuta tanto splendida quanto vasta.
Mi auguro inoltre, perché anche questo era uno degli obiettivi del Pnrr che ha portato i finanziamenti, che vi siano opportunità di social housing e edilizia pubblica gestiti insieme al Comune di Bagno a Ripoli attraverso bandi pubblici e che sia garantita la possibilità di collaborazione con tutto il mondo dell’associazionismo, senza distinzioni di colore politico.
Mi esprimerò in maniera definitiva soltanto dopo aver letto attentamente i progetti presentati. Nel frattempo sono certo che il percorso di assegnazione si sia svolto regolarmente.
Francesco Casini
consigliere regionale, ex sindaco di Bagno a Ripoli
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